Nola (5 Stelle): bene Toma, male... anzi malissimo Mazzuto

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Alleati a Roma, in Molise attaccano la Lega e l’assessore competente rispetto  alle politiche occupazionali che non ci sono. E ‘salvano’ il governatore rispetto alla riapertura della ‘stroke unit’ al Cardarelli: “Perché non fare lo stesso con gli ospedali di Larino e Venafro?” chiede il portavoce Vittorio Nola


CAMPOBASSO. Alleati a Roma, ‘nemici’ in Molise. La politica, spesso, mette di fronte a queste ‘strane creature’ , soprattutto nell’ambito delle Istituzioni locali dove il voto segue più i candidati che gli schieramenti.

E’ lo strano caso della Regione dove Lega e Movimento sono seduti su banchi opposti e spesso si beccano mentre invece le foto di rito ritraggono i rispettivi leader sorridenti e ‘vicini vicini’.

E’ il consigliere regionale Vittorio Nola, questa volta, a punzecchiare l’assessore Mazzuto.

“Abbiamo trascurato i bisogni dei cittadini per sei lunghi mesi – scrive sui social - è ora di provvedere senza ulteriori indugi. I litigi interni alla Lega non ci riguardano. Ma una domanda sorge spontanea: l'assessore Mazzuto, quando presenta in Consiglio regionale un programma per la ripresa occupazionale? La campagna elettorale è terminata ma ancora non si vede un solo atto programmatico volto a far ripartire gli investimenti pubblici.

Solo inutili riunioni, conferenze stampa, polemiche e interviste vuote di contenuti. Non è questo che volevano i cittadini molisani sempre più spazientiti e preoccupati per il futuro dei nostri territori da cui i migliori talenti stanno fuggendo”.

L'emergenza lavoro è sul tavolo. Il Movimento ha delle idee, delle proposte, dei progetti che, a dire di Nola, sono “concreti e fattibili”. Ma l’assessore Mazzuto e la Giunta, sempre a dire di Nola, non paiono intenzionati ad accettare un “confronto costruttivo”.

Di fatto il portavoce Nola usa il 'bastone' per l’assessore Mazzuto e la 'carota' per il presidente Toma visto che, in qualche modo, sembra aver gradito la ‘forzatura’ del governatore in tema di Sanità che, nonostante l’assenza del commissario ad acta, ieri ha ribaltato le carte e deciso di riaprire la ‘stroke unit’ al Cardarelli e il reparto di Nefrologia ad Agnone.

Dimenticando che la mancata designazione del commissario ad acta è ascrivibile solo alle 'prescrizioni' dei 5 Stelle al Governo. 

Finalmente il Governatore Toma, insieme al Direttore Asrem Sosto e alla Dg Salute Lolita Gallo hanno compreso che possono intervenire sui servizi e le attività della sanità pubblica senza bisogno del Commissario ad acta – spiega - dopo il potenziamento del Cardarelli riguardo alle prestazioni contro l'ictus, attendiamo ora il ripristino delle assistenze per le emergenze, degli ambulatori e degli altri servizi presso i presidi ospedalieri di Larino e Venafro”.

Il che in effetti sarebbe una consecutio: lo ha spiegato bene venerdì scorso il Comitato per il Bene Comune del Basso Molise che ha rimarcato,  nuovamente e con forza, la necessità del Pronto Soccorso al Vietri di Larino la cui chiusura ha lasciato ‘scoperte’ circa 80mila persone.

In sintesi il ragionamento è: se il governatore, nel pieno delle sue funzioni di assessore alla Sanità, forza la mano e decide di aprire la stroke unit al Cardarelli, perché non fare altrettanto con tutte le altre emergenze sul territorio?

 

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