Costi della politica, Greco (5 Stelle) incassa il no della I Commissione: "Continueremo a spendere milioni"

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Parere negativo alla proposta del Movimento di abrogare l’articolo 15 della legge elettorale che sancisce l’incompatibilità tra i ruoli di assessore e consigliere regionale. La proposta andrà ugualmente in Consiglio, anche se con parere negativo. E il portavoce chiede aiuto sui social ai suoi 'supporters'


CAMPOBASSO. L’attuale legge elettorale, la numero 20 del 5 dicembre 2017, stabilisce un principio sul quale non tutti si sono espressi favorevolmente all’epoca.

E’ sancito all’articolo 15 e già dal titolo si comprende di cosa si stia parlando. Incompatibilità della carica di assessore con le funzioni di consigliere.

In pratica il legislatore regionale ha stabilito l’incompatibilità tra i due ruoli, per il tempo in cui l’assessore resta in carica. Al posto del consigliere che è stato nominato assessore si insedia il primo candidato non eletto di quella stessa lista. Ove mai l’assessore dovesse rinunciare o essere ‘esautorato’ dal suo ruolo, torna ad essere un consigliere semplice.

Una normativa che, come detto fece discutere ma che traeva la sua origine da un problema che, nella scorsa legislatura nella quale il ricorso agli assessori esterni era stato molto limitato, si era posto con forza.

L’assise è composta da 20 consiglieri regionali; se la Giunta non ricorre ad esterni, 4 o 5 di questi entrano nell’Esecutivo e di fatto l’assise è depotenziata nella propria operatività a fronte dei numeri risicati, delle assenze che di solito si registrano per impegni istituzionali degli assessori, ad esempio. E poi i conflitti tra le diverse funzioni, quella di consigliere (organo di indirizzo politico) e quella di assessore (organo esecutivo). In pratica, per farla breve, su questo tema il Consiglio regionale del 27 novembre 2017 si soffermò per parecchio tempo, proprio nel tentativo di spiegare agli oppositori la ratio di tale previsione legislativa.

Di contro, un Consiglio nella pienezza della propria operatività e dei propri poteri che rinunci all’istituto dell’incompatibilità, farebbe rima con assessori esterni. Il che, in termini di soldoni, porterebbe più o meno allo stesso risultato.

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