Il decreto fiscale ferma Toma: non sarà commissario ad acta

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Dalle 22 circa l'ufficialità, no al doppio ruolo. Entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto, si provvederà alla nomina del tecnico che si occuperà della Sanità molisana. Il governatore ha riunito la Giunta in serata ma, dicono i beneinformati, si è parlato e deliberato altro


CAMPOBASSO. Una seduta fiume, a Palazzo Chigi, ma in tema di Sanità la partita, stando a quanto riportato anche sui quotidiani specializzati, sarebbe stata in discesa. E così, intorno alle 22, arriva la conferma della notizia che rompe gli equilibri politici in Molise.

Le indiscrezioni della vigilia trovano ordine: nel decreto fiscale, e ormai se ne ha contezza, è stata inserita la norma che mette la parola fine al doppio ruolo 'governatore-commissario ad acta’ nelle regioni in piano di rientro. La famigerata norma “anti De Luca” e “anti Zingaretti”, sebbene i due commissari di Campania e Lazio abbiano annunciato l’imminente uscita dai rigori del Piano di Rientro.

Una norma che travolge anche Donato Toma, governatore del Molise da appena 5 mesi, che ha sempre reclamato il ruolo di commissario in forza di una conoscenza approfondita – che un tecnico terzo non potrebbe avere – della materia, delle peculiarità del territorio e dei bisogni della popolazione.

Il Movimento 5 Stelle, in merito, ha sempre ribadito la sua idea: no al doppio ruolo, e che il presidente della Regione Molise se ne faccia una ragione.

Il Molise però può vantare una differenza dalle altre regioni che subiscono il colpo: qui, nell’Esecutivo Toma, c’è la Lega. Che ha un assessore e due consiglieri regionali. Qui la Lega è forza di Governo, come a Roma. Una filiera istituzionale ‘ a metà’ perché, di contro, i 5 Stelle qui sono all’opposizione.

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