Tunnel di Termoli, coro di no sull’opera: il Consiglio regionale rinvia tutto in Commissione

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Per valutare gli aspetti procedurali e stabilire se ci sono le condizioni per destinare i fondi ad altri interventi. Lo ha deciso questo pomeriggio l'assise di Palazzo D'Aimmo, approvando l’ordine del giorno della maggioranza, che rilancia anche sull'opportunità di indire un referendum consultivo. I Cinque stelle votano con il centrodestra, no dei consiglieri del Pd Fanelli e Facciolla


CAMPOBASSO. Tunnel di Termoli, coro di no sull’opera. Centrodestra e M5s si dividono sull’opportunità di chiedere il referendum consultivo - ma solo perché la competenza di indire la consultazione è del Consiglio comunale di Termoli e non della Regione, come hanno dichiarato i pentastellati – e votano insieme l’ordine del giorno della maggioranza.

Documento che contiene una presa di posizione politica e che rimanda tutto alla Terza commissione, già convocata per domani alle 11, incaricandola di rivedere tutti gli aspetti procedurali dell’intervento. E anche di stabilire se esiste la possibilità di riprogrammare i finanziamenti e assegnare le risorse, 19 milioni di euro destinati alla realizzazione del tunnel, del parcheggio multipiano e di altri interventi mirati a riqualificare il centro di Termoli, ad altre opere. Come ha evidenziato, chiudendo il dibattito, il sottosegretario alla presidenza della Giunta Quintino Pallante.

Un’intesa centrodestra-M5s che esclude soltanto il Pd, che con i consiglieri Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli ha votato contro il provvedimento. Ribadendo il sostegno al progetto, che per il sindaco di Termoli Angelo Sbrocca è in grado di riqualificare l’assetto urbanistico della città e rilanciarne l’economia e il settore commerciale.

Il voto questa sera, intorno alle 18.30, dopo un’intera giornata di dibattito nella seduta monotematica richiesta dal M5s. Iniziata in ritardo e più volte interrotta, per mettere a punto il documento e trovare l’intesa sull’invito lanciato dal governatore Donato Toma, a sollecitare la convocazione del Referendum consultivo sulla realizzazione di un  "sistema integrato per la viabilità e mobilità  sostenibile". Comprendente un "tunnel di raccordo stradale tra il porto e il lungomare nord, con parcheggio multipiano interrato, al di sotto di piazza Sant'Antonio e recupero funzionale dell'adiacente parcheggio multipiano area denominata Pozzo Dolce". 

"Facciamo decidere ai termolesi - ha detto Toma - se il buco si deve fare o no”. In quello che il presidente ha definito “un esercizio di democrazia”. 

Di “enorme speculazione edilizia”, hanno parlato i consiglieri del M5s. “Dobbiamo comportarci come dei 'cerberi' – questo il termine utilizzato da Andrea Greco – perché dobbiamo essere noi i custodi della storia dei nostri luoghi”.“La democrazia è stata negata più volte – ha rilanciato Patrizia Manzo - quando l’amministrazione di Termoli ha negato il referendum ai cittadini e quando il Consiglio è stato estromesso dalla programmazione dei fondi, mentre il centrosinistra ha inserito l’opera in un Accordo di programma quadro. Adesso non ci sono più i tempi tecnici per indire la consultazione”.

“Chi è venuto ad assistere al Consiglio di oggi si aspettava probabilmente ben altro esito – ha rimarcato il dem Vittorino Facciolla, facendo riferimento alla presenza in aula dei rappresentanti del Comitato ‘No tunnel’ – Persone che tornano a Termoli senza nessuna chiarezza e con un invito generico all’amministrazione a far esprimere i cittadini, con quello che è soltanto una manifestazione di intenti, un semplice esercizio scolastico”. Sul quale, appunto deciderà la Terza Commissione, invitata ad avviare una indagine conoscitiva riguardo il procedimento di coerenza e a riferire all'Aula sulle conclusioni raggiunte. Se poi il tunnel si farà o meno è ancora da capire.

Carmen Sepede

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