Commissario ad acta, nessuno spiraglio dal tavolo Regioni-Governo

Commissario ad acta, nessuno spiraglio dal tavolo Regioni-Governo

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Fumata nera da Roma, il governatore del Molise non molla ma il ministro Giulia Grillo non arretra: “posizioni politiche divergenti sul tema, potranno essere affrontate in altre sedi”. Intanto Conprofessioni Molise plaude la decisione del Governo Conte e appoggia anche la linea dura del presidente Toma.


CAMPOBASSO. “La Calabria ha dimostrato con cifre alla mano che lo sdoppiamento delle figure di presidente e commissario ad acta per la sanità ha portato ad un aggravio del disavanzo. Ciò significa che sarebbe un errore gravissimo rendere incompatibile la figura del presidente con quella del commissario. Il Ministro mi ha detto che sono posizioni politiche divergenti sul tema e che in altre sedi potranno essere portate”.

Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, al termine dell’incontro odierno tra il Ministro della Salute, Giulia Grillo e i presidenti delle Regioni, torna a criticare la misura che prevede la reintroduzione dell’incompatibilità tra i due incarichi e rilascia questo breve commento ai cronisti del “Quotidiano Sanità” che seguono da vicino l’evolversi della situazione.

L’incontro con il Ministro non ha portato di certo buone nuove, sul fronte della richiesta di rimozione della norma che sancisce la incompatibilità tra i due ruoli. Come già detto, questa mattina i presidenti delle Regioni hanno incontrato il Ministro per portare all'attenzione una serie di richieste, alla luce della prossima legge di Bilancio e di quanto stabilito nei giorni scorsi nel 'decreto semplificazione', quello che riguarda molto da vicino il governatore del Molise visto che vi si sancisce la reintroduzione della normativa sulla incompatibilità.

Un confronto acceso che, da un lato,  ha visto le Regioni che, con voce unanime, hanno bocciato gli interventi per la Sanità previsti nella prossima legge di Bilancio dall'altro la disponibilità del Governo a trovare una soluzione condivisa. Si è deciso, quindi, di avviare un tavolo di confronto Governo-Regioni. Il tentativo è quello di trovare la terza via, che riesca ad essere il punto di incontro tra le richieste e le decisioni.

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