Pd, Libertucci non cede: “Primarie, fissiamo la data e poi cerchiamo un candidato unitario?”

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Il consigliere comunale di Palazzo San Giorgio e componente del ‘direttorio’ ribadisce la sua idea: in atto un tentativo di scambiare il potere politico con quello amministrativo. Logica che non mi appartiene


CAMPOBASSO. Se c’è un dato da rimarcare, quando si parla di centrosinistra e di Partito democratico, di certo questo è la estrema ‘vivacità’ del dibattito interno, che non manca mai.

Un pregio, un difetto? Vero è che si discute, e pure molto. Nell’imminenza dell’assemblea di oggi pomeriggio (alle 17.30 nella sede del partito) Pino Libertucci ‘irrompe’ riportando l’attenzione sulla necessità di sostenere le primarie per l’individuazione del segretario regionale di un partito che sta vivendo la sua fase più difficile (di certo non l’unica nel percorso storico).

“Abbiamo deliberato la data delle primarie da fare il 16 dicembre e poi si cerca un candidato unitario per non farle. Qualcuno potrebbe pur considerarla una azione nobile se non fosse che dietro il tentativo di unità – rottamati e rottamatori – stanno provando a scambiare potere politico con potere amministrativo e cioè scambiare la guida del partito con candidature e ricandidature negli enti amministrativi.

Io non mi sottrarrò al tentativo di fare unità – spiega il consigliere comunale a Palazzo San Giorgio e componente del ‘direttorio’ che sta traghettando il partito dall’era Fanelli all’individuazione del nuovo segretario regionale - ma mi sottrarrò come mi sono già sottratto a logiche di scambio e soprattutto non considero le primarie come una scelta rischiosa e solo secondaria. La battaglia di avere un PD del Molise libero e non condizionato dai soliti noti è una battaglia che val la pena di fare. Val la pena di provare a costruire ed avere un PD nel Molise che sappia ridare speranza ai molisani. il PD in cui credo è un PD che non abbia paura dei cittadini che sappia dare ai suoi iscritti un’occasione di scrivere e disegnare un progetto, che sappia rinunciare alla rendite delle posizioni politiche conquistate e che pensi al bene prima di tutto della comunità che si vuol rappresentare sapendo che in quella comunità ci sono anche i propri affetti e che la politica e i partiti nascono per comprendere, anticipare e saper soddisfare i bisogni pubblici. Vorrei un PD che non provochi ira ma che sappia farsi amare dai cittadini, un PD affidato a donne e uomini che siano leali e non fedeli di qualcuno, un PD che sappia essere davvero democratico”.

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