Isernia, lo sfogo di una madre: “Accusano mio figlio disabile di truffare lo Stato”

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In una lettera aperta la donna testimonia la sua battaglia per vedersi riconosciuto il diritto di ottenere assistenza adeguata con un progetto per il ‘Dopo di Noi'


ISERNIA. Non si arrende e continua la sua battaglia la donna isernina, mamma di un ragazzo disabile, che da tanto, troppo tempo aspetta di vedersi il riconosciuto il diritto all’assistenza, grazie a un progetto per il ‘Dopo di Noi’. Una richiesta di autonomia che, purtroppo, è rimasta inevasa.

In una lunga lettera aperta la donna ha espresso la sua delusione, ma soprattutto quella del proprio figlio, costretto a rinunciare al suo sogno di libertà.  Tempo fa la mamma -lo ricordiamo- aveva presentato un progetto alla Regione Molise, a valere sulle risorse destinate alla legge 112/2016 Dopo di Noi. L'obiettivo era garantire e insegnare al ragazzo a vivere in maniera indipendente nella propria casa, senza dover essere confinato in un istituto. Ma il progetto da quasi un anno e almeno per il momento, non ha ancora una degna risposta.

LA LETTERA:

“Sono passata dalla rabbia alla delusione perché stanno mettendo in dubbio la disabilità di mio figlio, lo si accusa di truffare lo Stato. Contestare l'esito di una commissione medica mi appare folle, ma più folle è pensare che lui possa vivere senza assistenza personale, domiciliare e medica. M. non sa leggere, né scrivere, non riconosce i soldi, non può cucinare, né gestire la terapia farmacologica. La diagnosi medica, e non di un responsabile d'ufficio, è indiscutibile e tangibile.

Ma non per la Regione Molise. Avrei quasi voglia di denunciare per diffamazione e calunnia chi, più di una volta, lo ha definito - anche per iscritto- un falso invalido. La sua domanda è: ‘mamma perché non mi vogliono far vivere a casa mia quando tu non ci sarai più?’. La risposta è: ‘perché in un istituto costeresti molto di più’.

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