Punto nascite a Termoli, 5 Stelle:” Rendere attrattivo il reparto per scongiurarne la chiusura”

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La proposta arriva direttamente dal consigliere reginale pentastellato Valerio Fontana, che coglie l’occasione per rispondere anche alle accuse del sindaco Sbrocca


TERMOLI. Tiene banco la questione legata alla paventata chiusura del punto nascite del San Timoteo di Termoli. Ad intervenire questa volta è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Valerio Fontana. "Il punto nascite di Termoli – le sue parole - per veder assicurata la propria esistenza, deve garantire almeno 500 parti l'anno, tuttavia da diversi anni, salvo rarissimi casi, è al di sotto di questo standard.

La 'fiducia' nel reparto, è proprio questo il centro della questione. La stessa fiducia venuta a mancare negli ultimi anni, soprattutto quello in corso, che registra un numero di parti molto lontano dalla fatidica quota 500. Semplicemente – continua Fontana -ora bisogna lavorare affinché le donne del Basso Molise vengano a partorire a Termoli e non scelgano di andare altrove. Per farlo bisogna avviare percorsi virtuosi che rendono attrattivo il reparto, magari come fatto a Isernia, bisogna dare garanzie ai pazienti, bisogna mettere il personale medico e sanitario in condizioni di lavorare al meglio, bisogna che il reparto sia in grado di affrontare complicanze post parto, penso a una TIN (Terapia intensiva neonatale). In una parola, deve essere attrattivo.

In questo modo si genera fiducia: se aumenta il numero dei parti, più competente diventa il personale quindi cresce la fiducia nel reparto e se cresce questa fiducia, cresce il numero di parti. È una logica circolare, un circolo virtuoso. Bisogna innescarlo.In quest'ottica serve anche la buona pubblicità, il passaparola positivo e quindi fanno tanto bene anche le lettere aperte delle pazienti che ringraziano pubblicamente il personale, come quella di Daniela che in quel reparto ha dato alla luce Michelle.

Al contrario, fa male, malissimo al punto nascite, un sindaco (quindi una istituzione) che addirittura a mezzo stampa lo descrive come un reparto ‘alla frutta’. Un mazzata tremenda. In questo modo – conclude Fontana- Sbrocca dimostra di non conoscere minimamente quali sono le delicate dinamiche che stanno dietro al lavoro di un punto nascite. Infine, per quanto riguarda la richiesta di deroga, ricordiamo a Sbrocca che è la Regione a doverla chiedere e non noi che, indipendentemente da lui, ci stiamo interessando alla cosa da tempo, senza proclami e senza strumentalizzare politicamente un tema così importante. Ad ogni modo la salvezza del punto nascite di Termoli sarà la prima istanza che porterò sul tavolo del neo Commissario della Sanità".

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