Isernia, tassa sulle insegne: la città rischia di ‘spegnersi’

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Malumori tra i commercianti per la riscossione dell'Imposta comunale sulla pubblicità, dovuta da chi allestisce tabelle pubblicitarie superiori ai 5 metri quadrati. Il consigliere Raimondo Fabrizio: “Si tenga conto del difficile momento economico che la città sta vivendo”



ISERNIA. Tempi duri per i commercianti di Isernia, già alle prese con mille difficoltà dovute a una crisi che, ormai da anni, sembra non voler concedere tregua.
E come se non bastasse, ora a creare malumori è anche il censimento avviato nelle ultime settimane dalla società di riscossione tributi ‘Ica Creset’, propedeutico al recupero delle somme non versate della Icp, la tassa comunale sulla pubblicità.

raimondo fabrizio pm 3Come è noto “è tenuto al pagamento in via principale – si legge nel regolamento pubblicato sul sito del Comune - colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso”.

A dover pagare la tassa sono dunque i negozianti che dispongono di insegne la cui superficie supera i 5 metri quadrati “In caso di pluralità di insegne – spiega il regolamento -, l’imposta non è dovuta se il totale delle superficie, cumulate fra loro, non supera il limite di 5 metri quadrati”.
La legge dunque è chiara e quindi la società che si occupa del recupero crediti per conto dell’ente di Palazzo San Francesco sta solo facendo il suo lavoro. Una tassa che, negli ultimi anni, è stata sostanzialmente ignorata, anche per il mancato invio dei bollettini da parte del Comune che, inoltre, fino a questo momento non ha mai sollecitato il pagamento.

Insomma la tassa c’è, è regolamentata e, quindi, va pagata. Ma la polemica resta, così come il rischio di veder scomparire molte insegne luminose, soprattutto con l'avvicinarsi del periodo natalizio. Per le vetrofanie, in ogni caso, il Comune mette a disposizione gratuitamente 50 cm quadrati.

A farsi portavoce delle istanze dei commercianti è il consigliere comunale di Forza Italia Raimondo Fabrizio. “Io non dico che non sia giusto pagare le tasse – ha sottolineato - ma in un momento di difficoltà economica e grave crisi come quella che Isernia sta vivendo non ritengo sia corretto vessare ulteriormente i commercianti già fortemente penalizzati sotto tanti aspetti. Il rischio che si corre – ha detto infine - è che molti si troveranno nelle condizioni di dover smantellare le insegne delle loro attività e questo farà male alla città, che subirà una perdita anche dal punto di vista estetico”.

Insomma, par di capire che sarebbe stato gradito un rinvio dei pagamenti, ove possibile, viste le difficoltà vissute quotidianamente dai commercianti della città, sempre più alle prese con la crisi e con numeri che, per Isernia sono costantemente in calo. Ma il Comune pare avere le mani legate e, soprattutto, aver fatto della lotta all'evasione un proprio vessillo.

 

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