Antonio Tedeschi 'versus' il Pnalm: un referendum per scegliere se restare

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Il consigliere regionale dei ‘Popolari per l’Italia’ prende le difese dei 5 comuni che fanno parte del Parco: paghiamo lo scotto di essere piccoli e poco incisivi, per noi l'Ente è un handicap più che una opportunità


ISERNIA. Decisioni serie, condivise e anche di rottura ma occorre il pugno duro per incidere rispetto alle scelte e alle strategie che hanno portato i cinque comuni molisani che fanno parte del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ad essere relegati in un ruolo marginale, poco attrattivo e affatto ‘turisticamente’ rilevante.

E Antonio Tedeschi, consigliere regionale del Popolari per l’Italia, ha intenzione di usarlo coinvolgendo i sindaci ma anche e soprattutto la popolazione. Conviene ancora far parte di un Ente che non coinvolge nelle decisioni, nelle strategie, che non fa rete, che relega a ‘ultimi della classe’ i territori molisani?

“I comuni meritano un ruolo da protagonista. Per questo, ne sono consapevole, servirà anche un’azione più incisiva da parte delle amministrazioni interessate con cui presto mi confronterò. E’ arrivato il momento di prendere una decisione seria sulla opportunità di continuare a far parte del Parco, magari anche interpellando direttamente le popolazioni locali mediante un referendum”.

Prende le difese del ‘suo’ territorio Antonio Tedeschi spiegando come i cinque comuni della Provincia di Isernia che rientrano nell’area del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise siano totalmente esclusi dalle strategie programmatiche dell’Ente.

Una amara constatazione quella del consigliere che rincara la dose: “quella che dovrebbe rappresentare una risorsa si sta trasformando in un handicap”.


Pizzone, Filignano, Scapoli, Rocchetta al Volturno e Castel San Vincenzo, entrati a far parte dell’area protetta, soffrono maggiormente dell’assenza di una visione di insieme, dell’incapacità di fare rete, delle contenute dimensioni del territorio e della scarsa incisività, in termini di proposte ed azioni.

“Fattori che hanno influito negativamente sullo scenario attuale. È giusto, dunque, riconoscere quelle che sono state anche le nostre mancanze – spiega il consigliere Tedeschi - ma ritengo che le maggiori responsabilità siano imputabili alle politiche messe in campo negli anni dal Pnalm, a mio avviso, particolarmente concentrate sulla promozione delle aree abruzzesi e poco propense a valorizzare, invece, le nostre ricchezze. Le aspettative erano forti, deludenti però i risultati scaturiti dall’appartenenza al Parco Nazionale, ente dal quale, al contrario, i nostri cugini abruzzesi sono riusciti a trarre enormi benefici, in termini turistici ed economici. Non siamo un territorio di serie B - prosegue ancora l’esponente dei Popolari per l’Italia – le nostre aree dovrebbero godere dei medesimi vantaggi, avere lo stesso lustro ed essere protagoniste delle strategie di sviluppo messe in campo dall’Ente. Nella realtà, come ho avuto modo di constatare anche dal confronto con gli amministratori locali di cui mi faccio portavoce, le nostre aree vengono totalmente trascurate”.

L’esempio che il consigliere porta all’attenzione rende bene la portata del suo disappunto. “Basta visitare il sito internet del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, per capire che siamo in fondo alla lista delle priorità. Le nostre bellezze naturali, le nostre eccellenze enogastronomiche e le nostre strutture ricettive sono sempre nelle ultime pagine visibili agli utenti. Una disparità di trattamento che non siamo più disposti ad accettare. Per questo a breve chiederò un incontro con il Presidente del Parco, al fine di capire quali siano le reali intenzioni dell’Ente. Ritengo che i territori molisani appartenenti al Pnalm meritino un ruolo da protagonista”.

 

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