Trenitalia, 3 milioni in più per il contratto con la Regione Molise. E l’assessore ‘minaccia’: servizi degni o sospendiamo tutto

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Ogni anno la Regione Molise versa alla società circa 22 milioni di euro, passati a 25 nella passata legislatura. Vincenzo Niro ha già battuto i pugni sul tavolo e lanciato l'ultimatum: 20 giorni per tornare ai costi 'ridotti' o decisioni drastiche. A metà dicembre i rappresentanti dell'azienda saranno a Campobasso


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Tre milioni di euro in più, per una convenzione che già ‘costa’ alla Regione Molise 22 milioni di euro l’anno, a fronte di un servizio che fa acqua da più parti, riceve solo critiche ed è oggetto anche di facile ironia. L’aumento entrerà in vigore il prossimo primo gennaio.

“Un regalo della passata legislatura”, dice ironico l’attuale assessore Vincenzo Niro, che nei trascorsi 5 anni a guida centrosinistra c'era ma senza ruoli di responsabilità e con posizione critica fin da subito. Il contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Molise al quale si riferisce è quello siglato nell’estate del 2017 e avrà (forse) validità fino al 2023.

Sì, perché non è detto che la faccenda fili liscia come l’olio. Questo aumento di tre milioni di euro, all’assessore Vincenzo Niro non è andato proprio giù. Tanto che mercoledì scorso, giorno in cui si è tenuto il Consiglio regionale e la sua assenza è stata notata soprattutto perché si è discusso (e pure parecchio) della legge elettorale che egli stesso ha contribuito in maniera determinante a predisporre, è stato a Roma per affrontare la questione in prima persona.

“Certo, sono andato a urlare il disappunto per un servizio che sicuramente non è corrispondente a quanto ci costa – spiega – e, sia chiaro, non sono andato di certo a chiedere. Io voglio che vengano ripristinate le condizioni essenziali del servizio in tempi brevissimi. Altrimenti faremo le nostre valutazioni”.

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Che, in sintesi vuol dire che la Regione Molise potrebbe anche decidere di sospendere il servizio così da far capire, chiaro e tondo, che non si scherza più.

Treni che si fermano un giorno sì e l’altro no, vagoni caldi d’estate e freddi d’inverno, poche carrozze soprattutto nei periodi in cui è notorio che sia il mezzo di trasporto più usato. Ritardi che, spesso e volentieri, cadenzano viaggi interminabili. E ora, con l’ulteriore penalizzazione per i pendolari diretti a Roma, costretti a scendere al terminal dell’Anagnina, c’è da scommettere che in tantissimi preferiranno il treno che, comunque, arriva in centro città.

Venti giorni di tempo, questo è l’ultimatum che gli ho dato – spiega ancora Niro - e poi non è detto che non chieda alla Giunta di seguirmi e deliberare la sospensione del servizio”. Un primo risultato, a fronte di un atteggiamento non passivo della Regione Molise, è arrivato. E’ previsto per la metà di dicembre un incontro, che si terrà proprio a Campobasso, con i responsabili della società al fine di verificare, di persona, la situazione e di conseguenza (si spera) apportare le necessarie modifiche a un accordo oneroso soprattutto in considerazione della qualità del servizio reso.

Andando a ritroso, proprio Trenitalia spiegava che il nuovo contratto firmato con la Regione Molise un anno fa puntava “a incrementare la qualità dei servizi destinati ai pendolari (circa 26 treni e 37 autobus al giorno) nell’ottica di una sempre maggiore integrazione dei servizi tra ferro e gomma, cardine del Piano Industriale di FS Italiane. Il contratto – spiegava allora Trenitalia - ha valore economico complessivo di 223 milioni di euro (comprensivo di corrispettivi e ricavi da mercato) e definisce anche un investimento economico in autofinanziamento di 13,5 milioni di euro, finalizzato all’acquisto di tre nuovi treni”.

Alla luce della situazione che affrontano ogni giorno i pendolari molisani, leggere che “la progressiva entrata in esercizio di questi nuovi convogli, sommata agli interventi di riqualificazione dei treni Minuetto in servizio sulle linee molisane, continuerà a contribuire al rinnovo dell’età media della flotta del Molise”, lascia l’amaro in bocca. La Regione Molise, competente in materia di programmazione e finanziamento del servizio, corrisponde a Trenitalia “corrispettivi medi per 22 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione annuale di 2 milioni di treni-km (26 treni al giorno, che percorrono 2 linee interregionali e che fermano in una stazione in territorio laziale (Cassino) e in 5 stazioni in territorio campano (Vairano, Teano, Pignataro, Capua, S. Maria Capua Vetere)”.

Il contratto però sottolinea un altro particolare: un sistema di valutazione delle prestazioni di Trenitalia da parte della Regione.  Per l’assessore Niro, è arrivata l'ora.

 

 

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