Regione, la quota rosa ‘piace’ pure ad Aida Romagnuolo

Regione, la quota rosa ‘piace’ pure ad Aida Romagnuolo

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La questione politica che solleva il consigliere della Lega, a detta dei beneinformati, potrebbe celare  il desiderio di entrare in Giunta attraverso una operazione di esposizione mediatica


CAMPOBASSO. Si apre un caso politico nella maggioranza del Consiglio regionale e, a farlo scoppiare, è la mancata discussione dell’ordine del giorno a firma di Aida Romagnuolo sui fondi regionali destinati a sostenere la ‘Ndocciata’ di Agnone. Che poi, nei fatti, sarebbero quelli appannaggio dei due eventi, l’8 e il 24 dicembre.

La somma utile per sostenere entrambe le manifestazioni è di 45mila euro e la Regione, a fronte della delibera di Giunta con la quale si sono stabiliti i criteri, ha concesso il 50% di quanto richiesto.

Su questo tema entra a gamba tesa Aida Romagnuolo che ha chiesto, con un ordine del giorno, di finanziare l’intero importo. Pare che, in Consiglio, abbiano provato a farle capire l'impossibilità di intervenire nel modo da lei richiesto e, tra l’altro, con i fondi già stanziati in base a criteri stabiliti a monte. Non solo, ci sarebbero state persino delle rassicurazioni del Governo regionale circa una diversa modalità di ripartizione delle somme appannaggio delle manifestazioni, da individuare per la prossima annualità. Nulla, la Romagnuolo sarebbe stata irremovibile. Queste, a sentire i bene informati, le vere motivazioni delle varie sospensioni che si sono registrate martedì mattina in aula quando la consigliera leghista insisteva per discutere immediatamente quell’ordine del giorno. In sintesi, farle fare un passo indietro le avrebbe evitato di vedere respinta la sua richiesta. Che, per un esponente di maggioranza, non è di certo un fatto positivo.

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Nessun problema di rapporti, dicono ancora dagli ambienti di centrodestra, men che meno di incrinature politiche con la Lega. Ma la ‘fuga’ in avanti (e non solo su questo tema) della Romagnuolo che, sulla ‘Ndocciata oggi parla di ’caso politico’, strappa il velo di riserbo che fino ad oggi ha contraddistinto la maggioranza consiliare.

In sintesi, si mormora, la leghista – già protagonista, nel maggio scorso, del ‘gran rifiuto’ di un assessorato - oggi avrebbe cambiato idea. La ‘Ndocciata, quindi, sarebbe solo un pretesto per la visibilità che i temi ‘sensibili’ (come le manifestazioni tradizionali, i servizi sanitari oppure questioni di largo respiro come l'emergenza disoccupazione) danno ‘de plano’.

La matematica non è una opinione: in maggioranza ci sono tre donne, di cui due della Lega. E in Giunta un leghista già siede (l'esterno Mazzuto). Se i rumors del passaggio di Mena Calenda alla federazione politica che comprende Fratelli d’Italia e Noi con l'Italia (quindi Pallante, Iorio e Scarabeo per quanto riguarda lo schacchiere politico regionale) dovessero essere confermati, la strada – per quest’ultima - sarebbe di certo più in discesa.

Discorso diverso per la Romagnuolo perché, ove mai la notizia di un suo interessamento a un posto in Giunta dovesse trovare conferme, avrebbe come ‘nemico’ il coordinatore regionale del suo partito, la Lega. E la questione sarebbe davvero molto complicata, perché difficilmente Toma potrebbe nominare un altro assessore leghista nel suo Esecutivo.

 

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