Regione, Asrem e Federfarma unite nella prevenzione del diabete: basta andare in farmacia

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Il progetto di screening avviato da Regione, Asrem e Federfarma ha già portato risultati importanti: su 1.353 persone che si sono sottoposte ad un banale prelievo capillare, il 10% non sapeva di avere il diabete e un altro 10% ha valori glicemici a rischio. A Isernia non è possibile sottoporsi allo screening perché nessuna farmacia ha aderito al progetto (scarica l'elenco degli aderenti)


CAMPOBASSO. Un progetto di screening della popolazione che ha evidenziato, da luglio a novembre, un dato importante che consente di avviare la prevenzione del diabete ed evitare così le complicanze sanitarie dei pazienti, le cure successive e i costi di una ‘malattia’ che tale non è perché è curabile, prevenibile e con la quale si convive. Presentata dal governatore Donato Toma, dalla dirigente regionale Lolita Gallo, dal manager Asrem Gennaro Sosto, dal primario della Diabetologia del Cardarelli Antimo Aiello e dal presidente regionale di Federfarma Luigi Sauro la prima tranche del progetto che coinvolge quasi tutte le farmacie presenti in regione.

IL PROGETTO E LE FARMACIE ADERENTI. Il progetto che ha visto come soggetti principali l’Asrem, la Regione Molise e Federfarma coinvolge 154 farmacie sul totale delle 165 presenti in regione. E’ lì, nei presidi della salute – che, soprattutto nei piccoli comuni, diventano punto di riferimento irrinunciabile – che ci si può sottoporre ad un semplice esame e alla compilazione di una sorta di questionario, un calcolatore del rischio, basato sulla presenza nella propria storia personale e familiare di possibili fattori che, un giorno, potranno portare a diventare diabetici. Le farmacie che aderiscono al progetto sono dislocate su tutto il territorio regionale. Isernia è l’unico centro della regione dove nessuna farmacia effettua tale prestazione.

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IN CHE COSA CONSISTE L’ESAME. La precocità della diagnosi è un ottimo passo verso la risoluzione del problema di salute: lo screening viene effettuato attraverso la determinazione della glicemia capillare. Basta recarsi nelle farmacie aderenti al mattino e a digiuno. Prima dell’adesione, verrà richiesta la sottoscrizione di un consenso informato che prevede anche la liberatoria per il trattamento dei dati. A tutti gli aderenti verrà sottoposto il calcolatore del rischio, una sorta di questionario a punteggio basato sulla presenza di fattori soggettivi o oggettivi. Lo screening è rivolto alla popolazione adulta che non presenta sintomi;  sono esclusi gli i adulti ai quali è stato già diagnosticato il diabete di tipo 2 (i sintomi del diabete sono la sete intensa e insolita, la frequente minzione, la variazione di peso – sia in aumento che in perdita – l’estrema stanchezza o la mancanza di energia, la visione offuscata, le infezioni frequenti e ricorrenti). Se la glicemia risulterà superiore a 126 mg/dl, il paziente verrà invitato a recarsi, con il risultato dello screening, presso l’ospedale territoriale di riferimento per effettuare un secondo prelievo, questa volta da vena centrale, per la determinazione della glicemia e della emoglobina glicata. Effettuate queste ulteriori analisi, i pazienti potranno recarsi presso gli ambulatori di Diabetologia, senza ulteriore impegnativa, per verificare l’iter terapeutico.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE. La parola d’ordine è come sempre prevenzione, la vera arma per contrastare in tempo l’insorgenza di determinate e spesso ‘rognose’ patologie.  L’iniziativa, arrivata a risultati già apprezzabili, non si è conclusa: chiunque lo desideri, potrà recarsi presso le farmacie aderenti al progetto per verificare il proprio stato di salute rispetto all’insorgenza del diabete. Che in Molise, purtroppo, fa rima con l’obesità che troppo spesso non si ‘nutre’ di cibo spazzatura. E non è un caso che, come ha sottolineato il dottor Antimo Aiello, “tale patologia aumenti nelle regioni del Sud: più basso è il pil, più il numero di diabetici cresce, perché si mangia male”. L’iniziativa ha permesso, attraverso questa campagna di prevenzione che fino ad ora ha coinvolto 1353 persone, di scoprire che il 10 per cento del totale ha livelli di glicemia nell’ambito della patologia diabetica e un altro 10% ha valori già a cavallo tra la normalità e la patologia. Il 45% dei molisani che hanno aderito ha meno di 65 anni. “Numeri importanti – ha sottolineato il primario della Unità operativa di Diabetologia del Cardarelli – che ci hanno consentito di avviare percorsi di prevenzione per alcuni e cure vere e proprio da somministrare ad altri per allontanare la possibile insorgenza di complicanze”.