Alluvione di metà novembre, la Regione avvia le procedure per il riconoscimento dello stato di emergenza

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La delibera di Giunta regionale ‘fotografa’ la situazione e i danni, che saranno quantificati successivamente. Intanto l’atto e la relazione tecnica sono stati inviati al Dipartimento nazionale di Protezione Civile


CAMPOBASSO. La Giunta regionale ha dichiarato, con propria delibera (la 549/2018), l’esistenza del carattere di eccezionalità dei fenomeni meteorologici che hanno interessato la regione il 19 e 20 novembre scorsi e di fatto ha avviato le procedure per il riconoscimento, da parte del Governo, dello stato di emergenza sulle aree del territorio colpite. La quantificazione dei danni sarà oggetto di una successiva ricognizione. La delibera dell’Esecutivo Toma, quindi, per il tramite del Servizio regionale di Protezione Civile viene inviata al Dipartimento nazionale assieme alla relazione tecnica che ‘certifica’ l’intensità dei fenomeni e i danni che hanno prodotto. 

Danni che riguardano il patrimonio pubblico, infrastrutturale ma anche quello privato e delle aziende del territorio che, come si ricorderà, sono state letteralmente inondate da fiumi di acqua e fango.

Le aree nelle quali, a seguito di precise segnalazioni dei Comuni, è in atto la prima valutazione sono quelle di Pettoranello, Agnone, Forli del Sannio, Acquaviva di Isernia, San Biase, Salcito e Colle d’Anchise. Due le aziende, entrambe del Venafrano, per le quali sono in corso di valutazione i danni subiti: la Mc Conglomerati Venafro e la Nipa Prefabbricati di Venafro.

Le precipitazioni, abbondanti e al di sopra enormemente delle medie del periodo, hanno anche rivelato – ove mai ce ne fosse ancora bisogno – l’estrema vulnerabilità del territorio sotto il profilo idrogeologico. Numerose le segnalazioni, arrivate alla Protezione Civile e oggetto della relazione tecnica, circa danni e pericoli per la pubblica e privata incolumità come sono stati numerosi gli interventi di soccorso attivati proprio in quei giorni sia in abitazioni private che nelle aziende al punto da essere necessario procedere, in alcuni casi, allo sgombero e all’evacuazione.

Quelle piogge torrenziali, scrivono dalla Protezione Civile, hanno provocato la saturazione dei terreni con l’improvviso innalzamento dei livelli dei principali corsi d’acqua, che in alcuni casi hanno raggiunto valori che possono essere classificati come eccezionali.

Le raffiche di vento che hanno poi ‘accompagnato’ le precipitazioni sono state stimate intorno ai 105 chilometri orari.

La ‘cumulata’ di pioggia, nei due giorni infernali che hanno messo in ginocchio un’intera provincia, ha raggiunto valori compresi tra i 25 mm e i 30 mm. Importanti fenomeni di esondazione hanno riguardato il sottobacino del fiume Carpino, il fiume Volturno e il torrente Verrino, in località Santa Lucia.

I livelli del Biferno e del Trigno hanno registrato incrementi importanti tali da far scattare la Liga del Liscione, soggetta a limitazioni di invaso, e all’attivazione del Piano Emergenza Dighe per l’apertura degli scarichi.

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