Battista ‘congela’ gli assessori: “Giunta azzerata per capire chi è con me e col centrosinistra”

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Le voci sui passaggi di casacca di alcuni amministratori, pronti anche a candidarsi contro di lui, e la necessità di definire gli ultimi punti del programma da attuare entro il termine della legislatura, alla base del terremoto politico che ha investito il Comune di Campobasso a ridosso del Capodanno


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Un’operazione verità. Così il sindaco di Campobasso Antonio Battista ha spiegato la sua decisione di azzerare la Giunta. Per fare chiarezza sulla posizione di alcuni assessori, dati già pronti a passare al centrodestra in vista delle prossime Comunali. O anche a candidarsi a sindaco, contro di lui.

I nomi sono quelli che sono stati fatti più volte nelle ultime settimane, da Salvatore Colagiovanni, possibile candidato sindaco di un Polo civico, a Francesco De Bernardo, dato vicino alla Lega. Rumors tutti da confermare, come quelli che parlano di possibili spostamenti politici che interesserebbero anche Stefano Ramundo.

Il terremoto politico a Palazzo San Giorgio arriva il 29 dicembre. Assessori per il momento ‘congelati’. “Ma è una scelta che avrei potuto fare anche prima – ha chiarito Battista nella conferenza stampa convocata subito dopo la comunicazione shock in Giunta – avrei potuto farlo dopo le elezioni di primavera, che hanno dato indicazioni politiche chiare, ma allora non ho voluto scaricare le responsabilità sugli assessori. Adesso però era indispensabile, perché devo raccogliere voci, indicazioni e malumori”.

Le voci sono quelli di alcuni componenti dell’esecutivo pronti a transitare nel centrodestra. “Devo fare i conti con questa storia tutta italiana degli spostamenti in corso d’opera, che voi giornalisti definite cambi di casacca – ha spiegato in proposito – Del resto non c’è norma che inchioda a restare in un partito o in un’area politica. Magari è una questione di libertà, ma non si può pensare a vivacchiare, così non ti sporchi le mani e non c'è nessuno che ti critica. A questo punto per me è necessaria un’operazione chiarezza, per capire chi c’è e chi non c’è”. 

Chi c’è dovrà firmare “un verbalino”, un documento che contiene gli impegni politici e gli impegni a portare avanti il programma di governo. Con le priorità e le cose da concludere prima dello scadere della legislatura. La prima motivazione della verifica, secondo Battista, "per dare risposte concrete ai cittadini, quelli che si alzano alle 4 del mattino per andare a lavorare, e io ne so qualcosa, e quelli che un lavoro non ce l'hanno". Chi non sottoscrive il documento è fuori. Perché non ci saranno rimpasti, "servirebbe solo a rallentare il lavoro", ma solo confermati o sospesi. Mentre al momento le deleghe sono tutte nelle mani del sindaco, "cosa che posso permettermi in questi giorni di feste".

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