Di Giacomo ‘tende’ la mano ai commissari per la sanità: chiederò di essere ricevuto, è importante ascoltare chi conosce il territorio

Di Giacomo ‘tende’ la mano ai commissari per la sanità: chiederò di essere ricevuto, è importante ascoltare chi conosce il territorio

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L’ex assessore regionale e già senatore della Repubblica ‘suggerisce’ alla struttura commissariale, che si è insediata da pochi giorni, di aprire una fase di ascolto con istituzioni, movimenti politici, associazioni di categoria e operatori del settore


CAMPOBASSO. Intenzionato a partecipare, dall’alto della sua esperienza in qualità di medico ma anche di esponente politico di tutto rispetto, Ulisse Di Giacomo - senatore e assessore regionale alla Sanità ai tempi di Michele Iorio – chiederà di essere ricevuto dalla struttura commissariale, insediata da pochi giorni.

Il motivo della sua decisione è da rinvenire, come spiega lui stesso, nella necessità di avviare un confronto e una ‘fase di ascolto’ con i soggetti in campo. Cioè con chi a vario titolo è coinvolto nel mondo della sanità: istituzioni, movimenti politici, associazioni di categoria, operatori del settore. Solo così commissario ad acta e subcommissario potranno “rendersi conto della drammatica situazione in cui versa l’ organizzazione sanitaria di questa regione dopo gli ultimi anni di malgoverno e di pessima gestione” dice Di Giacomo.

Chiederò di essere ricevuto, nella veste di rappresentante del mondo sanitario, di chi ha elaborato il primo Piano di Rientro nel lontano 2007 da assessore regionale alla salute e di ex parlamentare del Molise. Prendere conoscenza della nostra situazione sanitaria, da parte di chi proviene da altre realtà con caratteristiche e fabbisogni differenti, non sarà cosa semplice. E ancora più difficile sarà adottare le migliori soluzioni” avverte ancora l’ex parlamentare del Molise.

ulisse

“Certo la soluzione più rapida e facile sarebbe quella di adottare modelli gestiti e collaudati in altre realtà, avendo come unico riferimento la stretta finanziaria richiesta dal mandato e puntando alla famigerata ‘razionalizzazione’ della spesa. Ma credo che non si farebbe il bene del Molise. La nostra è una realtà con problemi orografici, demografici e socio-economici del tutto peculiari. È la realtà di una piccola regione – continua Di Giacomo in una sorta di ‘lettera aperta’ inviata alla struttura commissariale - in cui la sanità pubblica è stata annientata e dovrà essere riordinata, messa nelle condizioni di garantire quanto meno i Livelli Essenziali di Assistenza. Una realtà in cui l’ospedalità privata svolge un ruolo importante, a volte suppletivo e sostitutivo di quello pubblico, che dovrà essere considerato e inquadrato con regole certe all’ interno del sistema sanitario complessivo; dove si evidenzia una preoccupante carenza di personale qualificato perché gli anziani vanno in pensione e i giovani non rispondono ai bandi e agli avvisi pubblici preferendo realtà più allettanti; dove ci si dovrà confrontare con la cosiddetta “autonomia differenziata” delle regioni grandi, ricche e del nord, con la seria possibilità di sparire dalla realtà del nostro Paese. Questo è il Molise che i commissari si troveranno di fronte, ed è a questo povero Molise che dovranno dare risposte”.

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