La vita grama del presidente Toma con uno stipendio da 13.500 euro

La vita grama del presidente Toma con uno stipendio da 13.500 euro

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L’uscita a dir poco infelice del governatore nei confronti di migliaia di persone, vittime di vertenze irrisolte e di azioni politiche che fino ad oggi non hanno prodotto frutti. Il portavoce del Movimento 5 Stelle, Andrea Greco, ha avviato una 'colletta' per aiutarlo


CAMPOBASSO. Troppo pochi 13mila 500 euro al mese per governare il Molise. Il pensiero del presidente Toma, reso noto nel corso di un incontro con la stampa, ha giustamente scioccato una intera regione. Una uscita infelice, irrispettosa. Uno schiaffo in piena faccia per una platea infinita di disoccupati, di cassintegrati, di lavoratori in mobilità, di laureati senza prospettive, di persone normali – con stipendi normali – che comunque faticano ad arrivare alla fine del mese e hanno il sacrosanto timore di aprire una bolletta. Bilanci familiari ridotti all’osso, sacrifici e ‘privazioni’: con i molisani che non hanno visto un solo atto della Regione, dal mese di maggio ad oggi,  che li riguardi al punto da migliorarne più di tanto le condizioni di vita.

Eppure, lo stipendio che arriva a fine mese, senza accumulare mai un ritardo oppure essere tagliato in qualche sua voce, per Toma non è abbastanza.

Il ‘fattaccio’ è avvenuto durante la conferenza stampa di fine anno quando il governatore - analizzando la richiesta delle minoranze di tagliare i costi della politica - ha testualmente detto: “Se guardiamo al mio costo, ritengo di essere pagato troppo poco per quello che faccio e per quello che ho perso. Se guardiamo alle spese della politica in generale, forse le opposizioni dovrebbero ridurre il proprio costo”.

Insomma, una risposta filosofica. Alla Toma. Che, da persona #perbene, quando ha deciso di accettare (in pochissimi minuti) il ruolo di candidato alla presidenza della Regione Molise, sapeva bene cosa avrebbe guadagnato e cosa avrebbe eventualmente perso.

Avrebbe guadagnato oltre 160mila euro all’anno, senza spese visto che tutti gli oneri collegati al proprio ruolo sono appannaggio dei cittadini (che gli pagano lo stipendio che lui ritiene ancora insuffuciente). Una somma cospicua che poi va anche ragionata sull’assenza di costi vivi legati al suo operato presunto poco remunerato. Tipo bolletta del gas o della luce, dell’acqua e dei rifiuti del suo ‘ufficio’. Tutto a carico dei molisani. E poi lo staff di 'dipendenti personali' o consulenti, roba da parecchie migliaia di euro. Insomma, i suoi ‘dipendenti’ che lo aiutano a svolgere al meglio il compito così sottopagato. E poi, tanto per fare qualche esempio, tutte le spese che affronta un cittadino comune o un professionista che investe sul territorio il proprio sapere. Il costo di un ufficio, di una connessione o di una riparazione del pc, di un telefonino per poter lavorare, del ticket del parcheggio e altri balzelli vari. Nulla, tutto a gratis per il ‘governatore povero’ nell’esercizio delle sue funzioni sottopagato.

Immediate le 'reazioni di solidarietà' per aiutare il governatore ad arrivare a fine mese: il portavoce del Movimento 5 Stelle, Andrea Greco, ha avviato una colletta. E per primo ha messo dieci euro nel fondo cassa destinato ad aiutare il governatore. “Pensavo fosse una balla – ha detto Greco – ho visto il video e l’ha detto davvero. Il presidente Toma, invece di ascoltare le grida di dolore di una terra in cui il reddito procapite scende sempre più in basso, rilancia come un cabarettista qualsiasi, dicendo che per il lavoro che svolge dovrebbe essere pagato di più. La seconda notizia, altrettanto aberrante, è che il presidente della Regione Molise è l'unico, in tutta la regione, che non si è reso conto del fatto che i consiglieri del MoVimento 5 Stelle si sono tagliati volontariamente lo stipendio”.

Dal prossimo Consiglio regionale, le centinaia di lavoratori che di solito presidiano Palazzo D'Aimmo per portare all’attenzione del governatore le tante vertenze irrisolte, magari arriveranno con viveri e derrate alimentari.

I disoccupati provenienti da crisi aziendali, i lavoratori in mobilità, i giovani laureati senza prospettive e gli inoccupati a lungo termine (censiti nel settembre scorso, il 71,8% sul totale complessivo dei senza lavoro), magari prenderanno a cuore il grido di disperazione del governatore e si organizzeranno per dargli una mano.

Perché si sa, i molisani sono generosi. Anche con chi non lo meriterebbe.

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