Isernia, tutti o quasi per Zingaretti: il governatore fa il pieno di consensi

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Isernia, tutti o quasi per Zingaretti: il governatore fa il pieno di consensi

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Ieri l’incontro con Michele Durante per dare il via alla corsa alle Primarie. Sala piena: a sorpresa spunta Nagni, mentre nel panorama del centrosinistra spicca l'assenza di Danilo Leva



ISERNIA. Un partito nuovo, che non sia più di stampo autoritario (come quello targato Renzi, ndr) o "del padrone", ma dove gli errori compiuti nel passato siano realmente capiti e da lì si riparta per non sbagliare. Perché alla gente delle correnti del Pd “non gliene frega niente”, dice senza girarci intorno, ma interessa come risolvere i problemi quotidiani.

zingaretti a iserniaNicola Zingaretti a Isernia, ieri sera, per dare il via alla corsa per le Primarie del Pd. Il governatore della Regione Lazio, candidato alla segreteria nazionale Dem, in Molise vedrà l’appoggio pressoché totale degli amministratori locali, con i tre candidati alla segreteria regionale – Michele Durante, Vittorino Facciolla e Stefano Buono, con l’ex assessore unico dei tre a non presenziare, ieri, in attesa di un prossimo incontro a Campobasso col governatore – che hanno tutti deciso di sposare la sua mozione.

pd1Zingaretti, nonostante l’orario infelice, riesce appieno nella mission di riempire la Sala gialla della Provincia di Isernia, richiamando l’interesse dello stato maggiore del Pd – dalla consigliera regionale Micaela Fanelli all’ex assessore Carlo Veneziale, dal sindaco di Campobasso Antonio Battista al presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia fino agli ex parlamentari Roberto Ruta e Laura Venittelli, oltre a presenze inaspettate come Sara Ferri di Sinistra italiana, vicina a Durante, e ancor più dell’ex assessore centrista Pierpaolo Nagni – a dimostrazione che la sua idea di partito convince ed emoziona. Chi si aspettava un endorsement a chiare lettere per il presidente del Consiglio comunale di Campobasso ha dovuto riscontrare un atteggiamento comunque prudente, da parte di Zingaretti, quasi a non volersi inimicare nessuno sul territorio. Ma per ora resta il fatto che, ieri, il governatore laziale era seduto accanto a Durante, visibilmente emozionato e ‘armato’ di scarpe da ginnasticaperché per ricostruire il Pd bisognerà camminare molto”. Da registrare, invece, l'assenza dell'ex deputato Danilo Leva: che del Pd non è, ma con Durante condivise il percorso per le Politiche 2018.

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Il candidato alla segreteria nazionale lo spiega a chiare lettere: “Di Salvini in Italia ce ne sono sempre stati, ma prima gli italiani li prendevano a pernacchie”, per cui se questo oggi non accade “è perché la proposta del Pd non ha saputo più essere credibile. La nostra ambizione dev’essere quella di dimostrare che si può vivere meglio di quanto dicano questi signori al governo. Loro sono bravi a creare la paura, perché – e cita Sciascia - la sicurezza del potere è l'insicurezza dei cittadini”. Non manca l’autocritica: “Avevamo traghettato l’Italia fuori dalla crisi, con il segno più del Pil. Ma non abbiamo saputo capire che quel più significava una redistribuzione della ricchezza che non è quella che ci chiedevano i cittadini. Di qui – ha concluso tra gli applausi - la demagogia dei Salvini e dei Di Maio, che con le loro bugie hanno fatto credere che avrebbero ‘abolito’ la povertà”.

Pba

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