Caos nella Lega, Mazzuto fiducioso sulle scelte di Toma: squadra che vince non si cambia

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Dopo la nuova ‘sortita’ di Aida Romagnuolo, le esternazioni tutt’altro che pacate di Filomena Calenda, l’assessore (al momento senza deleghe) è convinto che le questioni politiche vadano affrontate nei luoghi giusti e senza clamori


CAMPOBASSO. La richiesta di ‘evitare’ troppa esposizione mediatica su temi che possono essere oggetto di un confronto in maggioranza o con gli assessori di riferimento, evidentemente, per la leghista Aida Romagnuolo sembra essere diventata la motivazione di una ulteriore prova di forza. E’ di oggi l’aut aut posto al presidente Toma, esattamente il giorno dopo la ramanzina sulle modalità politiche corrette da esercitare quando si è parte di una maggioranza. La Romagnuolo ha chiesto di appostare in bilancio più fondi per i disabili, la non autosufficienza, gli anziani, insomma le categorie deboli, ‘pena’ il suo mancato voto in aula al Bilancio.

Affronta l’argomento senza troppi patimenti Luigi Mazzuto, assessore (azzerato) in quota Lega, il partito al quale appartiene la ‘presunta’ miccia della ‘crisi della Befana’, visto che anche il comportamento - quasi da opposizione - che ha tenuto la capogruppo di maggioranza è stato oggetto delle attenzioni del governatore.

La nuova ‘sortita’ politica di Aida Romagnuolo lo induce a parlare di "noviziato". “Bisogna dare il tempo di metabolizzare il nuovo ruolo, le responsabilità” dice Mazzuto, accompagnando la questione posta dal giornalista con una risata.

Ma l’aspetto politico che emerge con chiarezza – una difficoltà di rapporti sia all’interno del gruppo consiliare sia con l’assessore di riferimento, che è anche coordinatore regionale della Lega – non è affatto sottovalutato. “Ho convocato la direzione regionale per martedì pomeriggio a Campobasso, al termine del Consiglio regionale. All’ordine del giorno c’è proprio la situazione politica che il partito sta vivendo”, spiega.

Anche Filomena Calenda, che non è da meno in quanto a caparbietà, ha chiesto 'il conto' a Mazzuto: vuole comprendere la motivazione per la quale non è stata messa al corrente delle nuove presunte adesioni alla Lega. Certo, sono importanti la presenza e il radicamento sul territorio, l’appeal politico che la Lega esercita da un po' di tempo, ma i nuovi ingressi andrebbero quanto meno comunicati ai consiglieri regionali di quello stesso partito.

Luigi Mazzuto, assessore ma al momento senza deleghe così come i suoi colleghi dell’Esecutivo, non si sbottona. “Ci sono le sedi opportune”. E, appunto, martedì prossimo, 15 egnnaio, appare logico che tutte le questioni che agitano il partito di Salvini in Molise saranno affrontate nella sede giusta, la riunione del coordinamento regionale della Lega.

Martedì mattina, come primo punto all’ordine del giorno del Consiglio regionale, ci saranno le comunicazioni – o meglio i chiarimentirichiesti a Toma dalle minoranze sulla ‘crisi della Befana’. E forse per quella data la 'Ferrari' sarà stata messa a punto, pronta per ripartire in vista di questo 2019 che per il governatore è un anno importantissimo per il conseguimento degli obiettivi che la Giunta si è data.

L’assessore esterno della Lega - unica pedina che potrebbe essere mossa senza creare il caos nella maggioranza consiliare, dove ci sono i ‘sostituti’ degli assessori che rischierebbero di tornare a casa ove mai Toma dovesse decidere di cambiare la squadra di Governo, non ha alcun dubbio su quanto il presidente ha dichiarato. Squadra che vince non si cambia, al massimo ci sarà una rimodulazione delle deleghe. E poi, sottolinea, “mi rimetto alle decisioni del presidente, l’ho anche detto subito dopo l’azzeramento”.

Al momento, come è naturale che sia, il lavoro si è fermato. Ma per quanto riguarda le richieste della Romagnuolo - inviate via comunicato stampa all’attenzione del presidente Toma – Mazzuto conferma che le attività per la redazione del Piano sociale triennale 2019-2021 sono già state avviate.

“Un primo confronto con le realtà interessate è stato già avviato, non so se lo continuerò io ma di certo il Piano sociale andrà in Consiglio e quindi si potranno presentare gli emendamenti del caso”.

Insomma, come a dire che, in politica, le questioni, le richieste e le divergenze di vedute hanno dei ‘luoghi’ dove essere esplicitate al meglio.

 

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