Crisi alla Regione, parla Toma: “Qualche delega torna a me, invariati gli assessori”

Crisi alla Regione, parla Toma: “Qualche delega torna a me, invariati gli assessori”

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E su Quintino Pallante il governatore chiarisce: se resterà sottosegretario avrà un ruolo più operativo, ma per una questione di rappresentatività politica dovrà dimettersi da presidente di commissione


CAMPOBASSO. “Nessuno stravolgimento di competenze, ma qualche delega la terrò io”. Il governatore Donato Toma anticipa così le sue prossime mosse. La soluzione al terremoto politico che si è messo in moto a Palazzo Vitale dopo che, il 5 gennaio, il presidente della Giunta ha azzerato le deleghe agli assessori.

“Stiamo lavorando regolarmente – ha dichiarato a isNews a margine della conferenza stampa di presentazione della mostra di Steve McCurry – ma ho intenzione di chiudere tutto entro lunedì”. Un’accelerazione dovuta alla volontà di presentarsi martedì 15 gennaio, in Consiglio regionale, con i decreti di nomina già firmati. Per evitare di prestare il fianco agli attacchi dell’opposizione. Già arrivati.

Non sarà un rimpasto perché non c’è stata crisi, si tratta però di una revisione completa – ha quindi precisato Toma - Ma siccome qualche delega la tratterrò io, perché non mi occuperò più di sanità, visto che è stato nominato il commissario esterno, era necessario riprendere tutte le competenze, riassestarle e riassegnarle agli assessori, che riprenderanno le deleghe importanti che avevano”. Non è prevista, invece, nessuna modifica nella squadra di governo. Che resta invariata. Vincenzo Cotugno (che rimarrà vice presidente), Nicola Cavaliere, Vincenzo Niro, Roberto Di Baggio e Luigi Mazzuto.

E sulla figura di Quintino Pallante, che solo ieri aveva annunciato la possibilità di dimettersi da presidente di commissione se il governatore, così ha detto, gli assegnerà un ruolo più operativo come sottosegretario? “Le due posizioni – questa la precisazione politica – Pallante non potrà mantenerle, per una questione di equilibri politici e di rappresentatività. Se, come penso di aver capito, Pallante vorrà mantenere la nomina a sottosegretario dovrà dimettersi da presidente di commissione, o viceversa. Se rimarrà sottosegretario, come mi auguro, dovrò dargli altre competenze, per rendere più definito il suo ruolo”.

C.S.

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