Scuole sicure, Battista: “Via Gramsci, verifica incompleta. Se sarà necessario chiudere, lo farò immediatamente”

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In settimana l’analisi completa del documento, dopo le valutazioni del caso. Intanto al via il cantiere del nuovo plesso di Mascione. Il referente regionale del Comitato Scuole Sicure, Nicola Simonetti, pone l’accento su quanto messo nero su bianco dal professor Callari: situazione molto preoccupante


CAMPOBASSO. Scuole sicure, tema sensibile e molto sentito come è naturale che sia. Attenzione puntata sulla scuola di via Gramsci, alla luce della recente divulgazione degli esiti dello studio dell’Università degli Studi del Molise.

Il primo cittadino di Campobasso, alla luce dei provvedimenti che in questi anni ha preso e che non sono stati indolore per cittadini, alunni e per il pianeta scuola, ha sempre ammesso di preferire la sicurezza degli edifici alla personale popolarità.

E oggi, sulla scuola di via Gramsci, l’esito dello studio condotto dal professor Callari non è ancora stato valutato nella sua interezza. Si certifica che “la sede non è sicura", giudizio sul quale pesa l’assenza di informazioni importanti, come ad esempio l’anno di costruzione. “Non ci sono atti che rilevino la storia di questa struttura, se non qualche pezzo di carta risalente a 10 anni fa, quando, nel 2008, sono stati eseguiti dei piccoli lavori di manutenzione dell’edificio, ma comunque irrilevanti per stabilirne la vulnerabilità sismica e i relativi rischi legati alla sicurezza di chi ogni giorno vive in questa scuola” si legge nello stralcio della relazione tecnica.

Informazioni sulle quali il sindaco di Campobasso è assolutamente intenzionato a ragionare, con il fine di assicurare tranquillità a genitori, alunni, personale docente e non. Del resto, contano i fatti. E ad oggi il primo cittadino che ha chiuso le scuole giudicate a rischio, ha lavorato per aprire nuovi plessi scolastici sicuri e a norma e per reperire i finanziamenti.

La lettura della relazione sulla scuola in questione, che accoglie gli alunni dell’ex edificio di Mascione, sarà completata all’inizio della prossima settimana e solo dalla completa lettura del documento si arriverà alle conclusioni e ad un incontro con la dirigente della scuola e con il comitato dei genitori sempre disposti al confronto e al dialogo. Intanto, sempre nei prossimi giorni, verrà aperto il cantiere del nuovo plesso di contrada Mascione. Imprudente, quindi, in questa fase di analisi della relazione, generare informazioni che creino allarmismo.

“Se dalla relazione – le parole del sindaco Antonio Battista – dovesse emergere la necessità di chiudere la scuola lo farò immediatamente. Lo studio è stato commissionato da questa amministrazione – ribadisce - e ci atterremo scrupolosamente alle indicazioni degli esperti e a successivi e relativi approfondimenti”.

Nicola Simonetti, battagliero referente regionale del Comitato Scuole Sicure, sottolinea che “visti i molteplici documenti esaminati dai nostri genitori-tecnici professionisti che quanto certificato dalla struttura Unimol, a firma del prof. Callari, è un dato molto preoccupante che viene rafforzato ulteriormente da quanto già emerso in questi ultimi tre anni nella nostra bella e sicura cittadina, e sull’intero territorio nazionale, dove quello che emerge ogni giorno, dal 2002, è quanto poco sia stato eseguito e fatto dagli Enti proprietari in merito a tutte le prescrizioni afferenti alla sicurezza scolastica degli edifici strategici, compresa l’ultima scadenza, dopo relativa proroga, “decreto mille-proroghe” che stabiliva come termine ULTIMO e perentorio lo svolgimento delle verifiche sismiche e vulnerabilità sismica, comprese le norme antincendio su tutte le strutture ed edifici scolastiche situati nelle zone 1 e 2, entro il 31 dicembre 2018.Tante scuole mancano all’appello e sulle quali nulla è stato fatto”.

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