Braccio di ferro per la presidenza del Consiglio: Fantozzi cerca la rivincita, Lombardozzi scrive a Salvini

Braccio di ferro per la presidenza del Consiglio: Fantozzi cerca la rivincita, Lombardozzi scrive a Salvini

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Lotta senza quartiere nel centrodestra al Comune di Isernia. Il nuovo Statuto ha stabilito che il vertice dell’assise sia a tempo, determinando così la necessità di votare in aula quanto prima. I Popolari e Rita Formichelli chiedono una convocazione urgente dell’assemblea, ma il presidente uscente spiazza tutti e si rivolge al Ministero dell’Interno per chiedere se sia valida una norma con effetti ‘retroattivi’. Favorito per la ‘successione’ il decano del consesso civico, che tuttavia senza un’ampia convergenza potrebbe fare un passo indietro. Terzo possibile incomodo, Linda Dall'Olio in quota 'Isernia Migliore'


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Resa dei conti in vista, nel centrodestra al Comune di Isernia. Terreno di scontro per consolidare i nuovi equilibri di maggioranza, la poltrona della presidenza del Consiglio, con l’uscente Peppino Lombardozzi in bilico a causa di una modifica dello Statuto comunale.

750 8773 1200pxPochi giorni fa il gruppo dei Popolari a Palazzo San Francesco – Gianni Fantozzi, Salvatore Azzolini, Vittoria Succi, Giovanni De Marco, Enzo Di Luozzo e Tiziana Pizzi – coadiuvato dalla consigliera di opposizione Rita Formichelli, ha presentato una richiesta di Consiglio comunale urgente per discutere dell’applicazione dell’articolo 22 del nuovo Statuto comunale, approvato nella sua interezza lo scorso 8 novembre. Un'istanza, dicono dal gruppo, non certo 'contra personam', ma soltanto dettata dalla necessità di dare esecuzione appunto allo Statuto, e in particolare all'articolo 22, essendo trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione senza che le opposizioni siano intervenute.

Gianni Fantozzi 29.10.2018Tale articolo introduce una presidenza del Consiglio ‘a tempo’: 30 mesi, prima della scadenza dei quali “il presidente in carica, d’intesa con il sindaco, convoca e presiede la riunione del consesso durante la quale si procede alla nuova elezione”.

Una situazione paradossale, con il presidente Lombardozzi che, in teoria già 'scaduto' a dicembre, dovrebbe convocare una seduta dell’assise con al centro dell’agenda la carica da lui ricoperta dal giugno 2016. Dando così il via a un braccio di ferro che potrebbe vederlo soccombere, vista la composizione attuale dei gruppi consiliari, in favore del ‘rivale' politico Gianni Fantozzi. Il capogruppo dei Popolari potrebbe così avere la sua rivincita su Lombardozzi, indicato due anni e mezzo fa dai leder regionali dei partiti di centrodestra, che decisero di seguire il criterio dei più votati per le assegnazioni delle poltrone. Silurando così l’ex commissario Iacp, che aveva ottenuto 205 suffragi a dispetto dei 208 di Lombardozzi.

Questi, tuttavia, è politico di lungo corso. Dunque, dopo i precedenti tentativi di disarcionamento – su tutti una paventata mozione di sfiducia, nel 2017, dopo il proprio voto contrario al resto della maggioranza sull’esternalizzazione del servizio tributi, non contemplata esplicitamente dallo Statuto, così come la revoca, prevista a livello giurisprudenziale solo per motivazioni tecniche e non politiche – non si è fatto trovare impreparato.


750 7324 Una volta appreso dalla richiesta dei Popolari e della Formichelli, avrebbe infatti prontamente chiesto un parere al Ministero dell’Interno guidato dal vicepremier Matteo Salvini sulla validità di quanto disposto dallo Statuto comunale, i cui effetti, a suo dire, non sarebbero 'retroattivi', ma si dispiegherebbero soltanto dalla prossima legislatura, senza conseguenze sul quadro attuale. Una mossa, secondo alcuni osservatori, volta a guadagnare tempo, rinviando a chissà quando la questione visto che il Viminale, si teme da parte di alcuni membri dell’assise, non si pronuncerà di certo in tempi brevi vista la mole di lavoro che si porta dietro.

Lombardozzi infatti, esponente del gruppo ioriano ‘Insieme per il Molise’, fu eletto nel 2016 con 19 voti alla quarta votazione. Ma, in caso di nuova elezione, non potrebbe contare sui 12 componenti del proprio gruppo consiliare, sfaldatosi via via e ridotto a soli 4 consiglieri certi oltre a Gianluca Di Pasquale, vicinissimo alla Lega ma non ancora fuoriuscito ufficialmente dal gruppo Iorio. Senza dunque un largo accordo in maggioranza, insomma, Iorio (con Lombardozzi) potrebbe essere costretto a cedere il passo a Vincenzo Niro (con Fantozzi). Decisivo, visti i rapporti di forza, potrebbe essere il gruppo di Roberto Di Baggio 'Isernia Migliore', forte di 6 consiglieri (come i Popolari) contro i 5 della lista ‘Isernia in Comune’ e dei 4 di Iorio.

Se così fosse, Fantozzi potrebbe avere la strada tutt’altro che spianata per diventare presidente. Del resto egli stesso, come dichiarato a più riprese, ha sempre detto di essere pronto ad accettare la candidatura solo in presenza di un’ampia convergenza sul suo nome. Altrimenti, largo ai giovani. Non a caso, nel gruppo di Di Baggio sembrerebbe che il nome da spendere possa essere quello di Linda Dall’Olio.

Linda DallOlio 29.10.2018Ma sarà davvero lei a mettere tutti d’accordo? Improbabile che il presidente del Consiglio possa essere rimesso ai voti senza toccare gli equilibri di Giunta, che oggi come oggi non rispecchiano più la composizione dell’assise: Iorio, con 4-5 consiglieri, ha infatti 3 assessori; la lista del sindaco, con 5 consiglieri, ne ha 3, ma due di essi – Sonia De Toma e Antonella Matticoli – vengono considerate molto vicine, rispettivamente, ai Popolari e a ‘Isernia Migliore’, gruppi che però non hanno un assessore palesemente riconducibile a loro. Insomma, Lombardozzi, con la mossa del parere ministeriale, ha fatto un favore sicuramente a se stesso, ma più ancora lo ha fatto al sindaco Giacomo d’Apollonio, che potrebbe essere costretto a un rimpasto di metà mandato dagli esiti del tutto imponderabili.

 

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