Ospedale di Agnone, cala il silenzio. La minoranza non ci sta: vengano a riferire Toma, Sosto e i commissari

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I consiglieri del gruppo “Nuovo Sogno Agnonese’ hanno protocollato oggi la richiesta di un consiglio comunale monotematico. Dal primo febbraio  cucine 'chiuse' per ristrutturazione, servizio affidato ad una cooperativa esterna


AGNONE. L’ospedale di Agnone e il suo futuro: convocato dal gruppo di minoranza ‘Nuovo Sogno Agnonese’ un Consiglio Comunale urgente sul destino del San Francesco Caracciolo. Sono stati invitati a partecipare Donato Toma, presidente della Regione, la struttura commissariale nelle persone di Angelo Giustini e Ida Grossi e il direttore generale dell’ Asrem, Gennaro Sosto.

La richiesta è stata protocollata oggi dai tre consiglieri Saia, Catauro e Cacciavillani e al primo punto all’ordine del giorno dei lavori c’è lo stato di attuazione del Programma Operativo Straordinario 2015 – 2018 e la firma degli accordi di confine per quanto riguarda l’ospedale San Francesco Caracciolo.

“Ad Agnone si respira un clima di totale rassegnazione soprattutto per quanto riguarda il destino dell’ospedale San Francesco Caracciolo – spiegano i consiglieri di minoranza -. Delle forti mobilitazioni che nel 2015 portarono all’incontro con l’allora vice ministro alla Sanità Vito De Filippo e quindi al riconoscimento dell’ospedale San Francesco Caracciolo quale Presidio di Zona Particolarmente Disagiata, non vi è più alcuna traccia. Tutto tace! Oggi la maggior parte delle attenzioni si concentrano sull’apertura degli ambulatori, spianando la strada all’idea di chi fin dall’inizio voleva riconvertire l’ospedale Caracciolo in presidio territoriale o in altre parole in un semplice poliambulatorio.

Quelle accese discussioni sulla necessità di un vero pronto soccorso, di un anestesista h24, su come utilizzare al meglio le moderne sale operatorie, oggi sembrano siano percepite come un fastidio. Allora, meglio non parlarne.

Eppure – ricordano ancora - durante la grande mobilitazione del 2015 furono proprio questi i temi che ci spinsero a pretendere per l’ospedale Caracciolo il riconoscimento di Presidio di Zona Particolarmente Disagiata cosi come definito dal Programma Operativo Straordinario della Regione Molise 2015 – 2018 in materia sanitaria. A distanza di tre anni però il citato programma operativo, per quanto riguarda l’ospedale Caracciolo, è stato attuato in minima parte. Sono questi i motivi che ci hanno spinto a richiedere un consiglio comunale urgente: vogliamo sapere, dai diretti interessati e a chiare lettere, la tempistica per la completa attuazione del programma operativo e quale futuro per l’ospedale San Francesco Caracciolo”.

Intanto si apprende che le cucine dell'ospedale, come riportato anche dalla testata www.ecoaltomolise.net., sono chiuse per ristrutturazione e il servizio è stato affidato ad una coop esterna. Da fonti sindacali, si evidenzia però che forse non riapriranno mai.

Il sindaco Marcovecchio ai sensi del Testo unico degli Enti Locali, recepito nel Regolamento del Consiglio Comunale del Comune di Agnone, è tenuto a convocare formalmente il consiglio comunale in modo che l'adunanza possa essere tenuta entro venti giorni dalla data in cui è pervenuta la richiesta.

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