Turismo: i 5 Stelle attaccano, Cotugno li boccia. Si ‘salvano’ solo Manzo e Fontana

Turismo: i 5 Stelle attaccano, Cotugno li boccia. Si ‘salvano’ solo Manzo e Fontana

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La seduta monotematica ha fatto registrare, un’altra volta, le differenze di vedute e di strategie tra i pentastellati e il Governo regionale. Per l’assessore, l’opposizione responsabile favorisce il dialogo: c’è anche Micaela Fanelli nel gruppo “preparato e intellettualmente onesto”


CAMPOBASSO. Consiglio regionale in seduta monotematica sul turismo e sulle strategie da porre in essere per dare, finalmente, quella marcia in più alla vocazione naturale della regione. La richiesta di discuterne è arrivata dal Movimento 5 Stelle che però polemizza sulle modalità con le quali si è affrontato il tema e sulle carenze del progetto. Di contro, il vicepresidente della Giunta (titolare della delega), Vincenzo Cotugno, taccia i portavoce di non aver portato nulla di nuovo al dibattito. Il turismo, quindi, oltre che opportunità da cogliere (come si ribadisce da almeno venti anni), diventa terreno di sconto politico. Ma non tutta l'opposizione si sarebbe prestata 'al gioco': l'assessore 'salva per competenze e onestà intellettuale Manzo e Fontana (5 Stelle) e Micaela Fanelli (Pd).

LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE. La mozione presentata in Consiglio impegnava il governatore e l’assessore competente, Vincenzo Cotugno, a una ricognizione delle risorse economiche, a definire un Testo Unico sul Turismo per dare immediata applicabilità al Piano, a ricondurre l’attività di programmazione tra le competenze del Consiglio regionale e a procedere a un nuovo affidamento per la sola elaborazione di un documento strategico da realizzare in sei mesi coinvolgendo Università e Camera di Commercio. “Toma e la sua maggioranza hanno invece evitato che la mozione fosse discussa, non capendo che hanno fatto un danno al Molise e non al MoVimento 5 Stelle” spiegano i portavoce.

5 stelle in consiglio1

“Sul tema dello sviluppo turistico non c’è volontà di condivisione e ascolto, la Giunta naviga a vista senza un progetto strutturato, senza una vision chiara” spiegano i portavoce. "Abbiamo suggerito alla Giunta regionale di coinvolgere professionisti e operatori per raccogliere idee, proposte e suggerimenti, abbiamo presentato una serie di proposte, depositato una proposta di legge per riformare la disciplina delle associazioni Pro loco, lavorato ad una mozione e a una proposta di legge per sbloccare i corsi e gli esami abilitanti per le guide turistiche e dare nuovo slancio al settore; suggerito miglioramenti al bando sulla microricettività, mozione che ancora deve essere discussa nonostante l’impegno del governatore Toma a parlarne prima di pubblicare l’avviso”. Tanto lavoro vanificato, secondo il Movimento, dalla delibera di fine anno con la quale la Giunta ha approvato il progetto di Piano strategico del Turismo, affidato come è noto a Sviluppo Italia, società in house della Regione Molise. “Ma non ha competenze specifiche in materia turistica, nonostante accolga professionalità importanti. Competenze che invece ha l’Unimol “ dicono ancora i 5 Stelle che avanzano dubbi anche su costi e tempi. Un milione e trecentomila euro quando in Piemonte è costato 120.000 euro, 30 mesi per la realizzazione, mancato coinvolgimento dell’Unimo, la costituzione di un Comitato di indirizzo che insieme al management team costerà circa 120.000 euro, 600mila euro per la strategia di comunicazione ma a scatola chiusa, senza conoscere le attività di marketing e comunicazione previste; un portale ma a chi farà riferimento. Non è noto se saranno previsti spot nazionali e internazionali, se verrà realizzato un brand ex novo . “E poi il Testo Unico sul Turismo, ma a quanto pare arriverà dopo il Piano invece che anticiparlo. Ma soprattutto non si capisce quanto vuole davvero investire il Governo regionale. Al momento, infatti, manca un’analisi preliminare sulle risorse potenzialmente disponibili, fondamentali per definire le azioni strategiche. In tutto questo la Giunta ha esautorato il Consiglio regionale dalla sua competenza in materia di programmazione strategica. Delle due l’una: o l’esecutivo agisce in maniera consapevole, quindi ha deciso di aggirare le funzioni del Consiglio, oppure agisce in maniera inconsapevole dimostrando scarso acume politico” dicono ancora sottolineando il rischio di un Piano fondato solo su enunciazioni teoriche.

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