Isernia, aria di crisi al Comune. Iorio blinda Lombardozzi: no a nuove spartizioni di potere

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L'ex presidente della Giunta regionale ammonisce gli assessori Niro e Di Baggio, i cui gruppi consiliari vantano ben 6 esponenti a testa, risultando determinanti per la tenuta della maggioranza. A suo avviso l'attuale vertice dell'assise non può essere modificato in corso d'opera. Resa dei conti nel Consiglio comunale monotematico del 7 febbraio prossimo


ISERNIA. L’inossidabile Michele Iorio entra d'imperio nella vicenda politica che sta tenendo banco a Palazzo San Francesco. La modifica dello Statuto, che prevede la durata di 30 mesi per il presidente del Consiglio comunale è argomento fotocopia (ma al contrario) di quanto capitato non più di qualche settimana fa in un’altra istituzione: il Consiglio regionale.

La proposta, per Palazzo D’Aimmo, era quella di portare quel ruolo ad avere la stessa durata della legislatura. Un blitz politico non andato in porto grazie ad una parte della stessa maggioranza consiliare.

La riflessione di Michele Iorio è identica, parte dagli stessi presupposti. Ma la chiave di lettura politica, per il Comune di Isernia, coinvolge anche gli assessori regionali Vincenzo Niro e Roberto Di Baggio, ‘additati’ come possibili responsabili di una crisi che potrebbe arrivare di qui a breve. Cambiare le regole mentre si gioca nasconderebbe, per l'ex governatore, inconfessabili motivi.

peppino lombrdozzi 12In verità Iorio, da politico navigato qual è, cerca di tenere salda la posizione. Sa bene, infatti, che se il presidente del Consiglio Peppino Lombardozzi (nella foto), eletto nella lista ioriana 'Insieme per il Molise' fosse sostituito da altri, il suo potere in seno a Palazzo San Francesco finirebbe per sgretolarsi, dopo la fuoriuscita dal gruppo di ben sette consiglieri. Non solo: muovere pedine per la poltrona di presidente dell'assise potrebbe essere la prima mossa di una partita a scacchi più importante, che sfocerebbe nell'azzeramento della Giunta e, forse, nel rimpasto. Con gli attuali gruppi consiliari che non rispecchiano più la composizione dell'esecutivo: Iorio 4 consiglieri (rispetto a 12 eletti nel 2016) e 3 assessori; la lista del sindaco 'Isernia in Comune' 5 consiglieri (erano 6) e 3 assessori, di cui il vicesindaco; Fratelli d'Italia 1 consigliere (erano 2) e 1 assessore. Infine, i neocostituiti gruppi dei Popolari per l'Italia (con riferimento regionale l'assessore Niro) che conta 6 consiglieri e nessun rappresentante in Giunta; e il gruppo 'Isernia Migliore', espressione dell'assessore Di Baggio, anch'esso costituito da 6 consiglieri, non ancora ufficialmente dichiaratosi di maggioranza e, di riflesso, privo di assessorati. Una prova di forza, dunque, che avrà il suo culmine nel Consiglio monotematico del 7 febbraio prossimo.

“Una questione, quella della modifica dello Statuto, che nasconde problemi più consistenti di ciò che appare”: così Michele Iorio che ribadisce, con onestà intellettuale, quello che ha detto in Consiglio regionale.

“Ritengo che la durata delle cariche elettive non possa essere modificata in corso d’opera, in Comune come in Regione. Qualsiasi cambiamento non può che valere dalla successiva legislatura, come adottato anche dalla massima assemblea legislativa territoriale. E’ ovvio che questo aspetto va chiarito fino in fondo sul piano procedurale. In caso contrario, qualunque differente interpretazione per il Comune di Isernia, porterebbe alla conclusione che ci siano dietro inconfessabili motivi”.