Codice degli appalti, Occhionero interroga il Governo: a rischio decine di migliaia di lavoratori

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La parlamentare molisana di LeU ha chiesto di riequilibrare la norma. L’impegno del Sottosegretario Andrea Cioffi


CAMPOBASSO. La deputata di Liberi e Uguali Giuseppina Occhionero, ha interrogato oggi il Governo sull’articolo 177 del Codice degli Appalti. La norma in questione obbliga i titolari di concessioni, nel caso di lavori pari o superiori a 150mila euro, ad affidare l’80% dei contratti attraverso gare d’appalto. Solo il rimanente 20% può essere affidato a società controllate.

“Un ostacolo alla qualità dei servizi – ha spiegato in aula a Montecitorio la parlamentare – ma soprattutto il rischio di perdere tra i 150mila e i 170mila posti di lavoro nel breve periodo”.

Secondo l’onorevole Occhionero una norma sbagliata, che relega Enel, Snam, Italgas, Hera e altre società in semplici ‘stazioni appaltanti’.

“Una destrutturazione delle società di servizi – ha aggiunto – che distrugge un importante tessuto economico e occupazionale, rappresentato dalle aziende che operano nel settore della distribuzione dei servizi. Un tema – ha concluso nel suo primo intervento – sul quale anche i sindacati hanno preso una posizione simile alla nostra”.

A nome del Governo ha risposto il sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo economico, Andrea Cioffi, che ha ammesso la complessità del problema e la necessità di modificare la norma. “Lo impongono – ha spiegato il Sottosegretario – la tutela dei posti di lavoro e le esigenze di mercato. Attiveremo presto un tavolo con sindacati e parti datoriali per arrivare – ha concluso – a una soluzione condivisa”.

“Semplificazioni estemporanee – ha detto la parlamentare molisana – rischiano di essere un antidoto che si rivela peggiore del male. Serve subito aprire un tavolo di confronto e dare risposte immediate, ed è per questo – ha concluso – che posso ritenermi solo parzialmente soddisfatta della risposta del Governo”.

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