Polemica M5s-Sea, Gravina: “Nei miei confronti una diffida che sa di minaccia”

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Sulla questione del rinnovo del consiglio di amministrazione della società, che per conto del Comune di Campobasso gestisce la raccolta dei rifiuti, la differenziata e il piano neve


CAMPOBASSO. “Una diffida che sa di minaccia nei miei confronti”. E’ duro Roberto Gravina. Il portavoce del M5s al Comune di Campobasso si dice non disposto ad accettare quello che definisce “un tentativo di mettere il silenziatore” da parte del cda della Sea.

“Siamo alle minacce – ha detto oggi in una conferenza stampa, insieme a Simona Cretella e Paola Felice - ai tentativi intimidatori di zittire il dissenso, anche su questioni meramente politiche. E’ quanto è accaduto ieri, quando la critica alla scelta politica del sindaco di Campobasso di pubblicare un avviso per il rinnovo del consiglio di amministrazione della Sea, a 4 mesi dalla scadenza della legislatura, si è trasformata nella ennesima sguaiata replica della Sea, una replica condita dalla notizia che, oltre a non saper leggere lo Statuto,  sono stato addirittura diffidato”.

Per Gravina e per il M5s in sostanza, se un rinnovo del cda scaduto è necessario, ma per un anno soltanto, andare a una nomina triennale è inopportuno e scorretto dal punto di vista politico, per non lasciare la nuova governance in ‘eredità’ all’amministrazione che verrà.

Lo Statuto Sea, ha in proposito precisato Gravina, ribattendo a una questione procedurale sollevata dalla dirigenza della municipalizzata, all’articolo 16.4 recita che “l’amministratore unico o i componenti del Consiglio di Amministrazione  nominati durano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi e  scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del  bilancio, relativo all'ultimo esercizio del loro mandato, e sono  rieleggibili anche più volte”.

“In italiano – ha rincarato la dose il pentastellato - non superiore a tre esercizi non significa per almeno tre esercizi”. Quindi sulla diffida fatta dalla Sea, rivolta a lui e più in generale al gruppo, di astenersi dal rilasciare alla stampa dichiarazioni ‘lesive’ dell’immagine dell’azienda e del suo presidente. "Un tentativo di mettere il bavaglio", così è stato definito.

La critica del M5s si è quindi concentrata sulla scelta di acquistare una nuova sede per la società. “Oggi si continuano a pagare i soldi per l’affitto della vecchia e le spese della ristrutturazione della nuova”, ha rimarcato ancora Gravina, che ha poi puntato il dito sulle modalità con le quali si sta svolgendo la raccolta differenziata.

“Pensino a migliorare il servizio – ha rincarato la dose il capogruppo Simone Cretella – invece di scendere in campo politicamente su un questione di carattere amministrativo, nel silenzio del sindaco e del presidente del Consiglio comunale, che dovrebbero tutelare il diritto alla critica di una parte politica. Noi il bavaglio non lo accettiamo”.

C.S.