“Le premesse per un pericoloso ritorno al passato ci sono tutte”: così Battista sulla Giornata della Memoria

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Per il Primo cittadino di Campobasso è “fondamentale combattere il razzismo che serpeggia in Italia", poi l'affondo sul sul Decreto sicurezza: "Leggi fatte da uomini contro altri uomini"


CAMPOBASSO. “Non basta un minuto di silenzio, non bastano le lacrime. Non basta la vergogna e nemmeno la compassione. Occorre l'indignazione” - queste le parole del sindaco di Campobasso Antonio Battista in occasione della Giornata della memoria.

”Un crimine contro l’umanità che potrebbe assumere altri contorni – prosegue il sindaco- ma che sarebbe lo specchio dei nostri tempi, di una società che costruisce cortine di filo spinato, che alza barriere, che rifiuta l'altro, lo straniero, il prossimo. Un violento accanimento anche contro i bambini allontanati dalle aule in cui avevano iniziato a studiare. All’indice perfino le Ong o quanti cercano di dare una mano per alleviare le sofferenze dei migranti.

Sembrano le scene di un film già visto- le parole di Battista- sembra di rileggere le pagine di storia che raccontano quegli anni bui. Bisogna dunque lavorare per scongiurare che i focolai di odio, di vendetta e di razzismo che serpeggiano in Italia, come nel resto d’Europa, possano divampare e creare un nuovo inferno come quello che hanno vissuto milioni di persone deportate, massacrate e poi uccise, dentro e fuori dai campi di concentramento.

Non serve guardare tanto lontano per percepire che le premesse di un pericoloso ritorno al passato ci sono tutte e che la parte più scura della società naviga in un mare di ideologie e di pregiudizi che non fanno bene alla società, ma che anzi ne scoprono i punti più fragili, le debolezze, le bassezze umane. Bassezze umane che meno di un secolo fa si sono trasformate in nefandezze, degenerate in una 'soluzione finale' per salvare la razza pura.

Oggi che in questa civile Europa sono state cancellate le leggi razziali ce ne sono altre scritte e votate da uomini contro altri uomini che arrivano da lontano. In Italia si chiama Decreto sicurezza. Provvedimento dello Stato che come tale va rispettato, ma in cui pochi sindaci credono perché peserà sui bilanci e perché nella parte che riguarda i Comuni avrà ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza, provvedimento - conclude Battista- che ha completamente tralasciato il lato umano della questione che rischia di restare schiacciato dall’indifferenza".

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