Sea Watch 3, l’avvocato Di Pardo: un altro ricorso al Tar contro Salvini

Sea Watch 3, l’avvocato Di Pardo: un altro ricorso al Tar contro Salvini

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Intervistato da Huffington Post, il legale molisano rivela che è in fase di valutazione l’ipotesi di ricorrere nuovamente al Tar come avvenuto per il caso della nave Diciotti


CAMPOBASSO.   Dal piccolo Molise si prova, di nuovo, a fare la differenza. L’avvocato Salvatore Di Pardo pare intenzionato a portare nuovamente Matteo Salvini davanti al Tar come è accaduto quest’estate con il ricorso, in nome di numerose associazioni, per il caso della nave Diciotti.

Intervistato dall’Huffington Post, il legale molisano conferma: “Stiamo valutando di presentare ricorso al Tar contro Salvini anche per il caso della Sea Watch 3”. Quest’estate il vicepremier nonché ministro dell’Interno Matteo Salvini era finito nel mirino delle associazioni che sono rappresentate dall’avvocato Di Pardo perché reo di aver sequestrato 177 migranti a bordo della nave della guardia costiera italiana che li aveva soccorsi in acque extraterritoriali.

Il leader della Lega, ove mai il Parlamento dovesse concedere l’autorizzazione a procedere, potrebbe dover rispondere del reato di sequestro di persona. Stessa tipologia di accusa se si dovesse concretizzare l’ipotesi di presentare un altro ricorso per i fatti, odierni, della Sea Watch 3, la nave di una ong olandese che sabato 19 gennaio ha soccorso 47 persone su un gommone di fronte alle coste libiche: tra loro anche 13 minori, di cui 8 non accompagnati. Dalla notte di giovedì 24 la nave è bloccata al largo delle coste di Siracusa: il governo ha autorizzato la sua entrata in acque territoriali italiane a causa delle cattive condizioni del tempo ma non le ha affidato un “porto sicuro” dove attraccare e far sbarcare le persone.

Alla domanda se Salvini stia violando lo stato di diritto, Di Pardo replica:Non è chiaro quale diritto voglia applicare il ministro: ecco perché sosteniamo che, nel caso della Diciotti, l’intervento di Salvini sia stato politico. Se applichiamo le norme di diritto, rischia l’incriminazione per una serie di reati. L’applicazione delle regole di diritto non comporta né il caso Diciotti né quello Sea Watch 3. Per derogare evidentemente ci sono state valutazioni di ordine politico che prescindono dal rispetto delle regole. In questo senso allora siamo in una situazione di assenza dello stato di diritto”.

Alla giornalista Angela Mauro, l’avvocato spiega che “nel caso precedente (quello della Diciotti, ndr) non c’era un provvedimento strutturato che spiegasse come mai si derogava alla procedura amministrativa di far sbarcare queste persone e perché si derogava ai trattati internazionali. C’era solo un tweet del ministro. Anche per la Sea Watch 3 non c’è un provvedimento specifico: il ministro Salvini continua a mischiare le sue posizioni sull’immigrazione con il salvataggio delle persone in mare che è regolato da norme italiane e internazionali. Il tutto in barba alla legge e interferendo con i procedimenti amministrativi”.

In nome e per conto di numerose associazioni, per quanto riguarda il caso della nave Diciotti, Di Pardo spiega che “fu avanzato un ricorso al Tar perché chiedevamo di conoscere qual è l’atto che consente al ministro e al Governo – visto che Di Maio rivendica quella scelta come dell’intero Esecutivo - di tenere ferme delle persone su una nave atteso che la libertà di circolazione può essere limitata solo da un intervento dell’autorità giudiziaria. Perché Salvini può fare delle deroghe alle procedure?”.

Ed è questo il nodo di tutta la questione che vale sia per la Diciotti (nave italiana) che per la Sea Watch 3 (nave olandese): anche quest’ultima ha soccorso persone in difficoltà e ha diritto ad attraccare in un porto sicuro, tra quelli più vicini.

Lo dice la legge” puntualizza Di Pardo che aggiunge un particolare sul quale vale la pena riflettere tutti.

“E’ una situazione strana perché il comportamento del Governo è legato a chi sono le persone a bordo. Se ci fossero stati cittadini americani su quella nave, si sarebbe comportato nello stesso modo?”.

Ci sarebbero quindi anche profili discriminatori? “Di certo il comportamento non è conforme ai nostri principi costituzionali e di diritto che non fanno discriminazioni tra le persone”.

Ieri, sulla Sea Watch 3, è salito Nicola Fratoianni, leader di Leu e molisano di origini. Con lui la Prestigiacomo (Fi) e Magi (Radicali). Anche il Pd minaccia di denunciare Salvini e vuole percorrere lo stesso cammino che, dal piccolo Molise, è iniziato mesi fa.

ellesse

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