Mobilità in deroga e cassintegrazione: la Regione chiede oltre 9 milioni. Fondi anche per gli ex Ittierre

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Consiglio regionale, il presidente Toma ha illustrato le richieste per le politiche passive del lavoro. Scintille tra Mena Calenda e Aida Romagnuolo che continua a rivestire il ruolo del ‘il nemico in casa’


CAMPOBASSO. Con l’astensione di Aida Romagnuolo, il Consiglio regionale ha preso atto delle richieste di dimissioni presentate da Gianluca Cefaratti e di Mena Calenda che hanno comunicato di lasciare rispettivamente la Quarta e la Prima Commissione.

Un passaggio indispensabile per consentire la nuova ‘geografia’ politica alla luce delle dimissioni di Quintino Pallante dalla presidenza della Quarta. Come già evidenziato, tale ruolo di vertice dovrebbe andare al consigliere della Lega Mena Calenda che, appunto, per agevolare questa designazione ha rassegnato le dimissioni. L’astensione del capogruppo della Lega, Aida Romagnuolo, evidenzia (ove mai ve ne fosse ulteriore bisogno) la ‘guerra fredda’ in atto nel gruppo consiliare.

Ma Mena Calenda, senza accusare il colpo ma rilanciando, ha chiesto pubblicamente alla Romagnuolo, evidenziando che si tratti di una questione politica di certo non sostanziale per le sorti del Molise, di conoscere le motivazioni dell’astensione della collega di partito e il perché non abbia firmato il documento circa il suo passaggio in Quarta Commissione che la riguarda.

Caduta nel vuoto questa provocazione, il governatore Toma ha comunicato all’aula che, a seguito della legge di bilancio, sono stati stanziati 117 milioni per le politiche passive del lavoro (quindi cassintegrazione, mobilità in deroga, etc) e che in data 9 gennaio è stato chiesto alla Regione Molise di specificare il fabbisogno regionale e di motivarne il bisogno.

Nella risposta al Ministero del Lavoro, inviata in data 17 gennaio scorso, sono state specificate le somme di cui le politiche passive del lavoro in Molise avrebbero necessità.

Nella fattispecie 9 milioni e 300mila circa che, complessivamente, dovrebbero coprire la concessione di 5 mensilità per la mobilità in deroga dei lavoratori ex Ittierre (2 milioni e 269mila), la concessione dei 6 mesi di cigs ‘mancanti’ al completamento del sostegno necessario ai lavoratori Gam (quindi dal 5 maggio 2019 al 4 novembre 2019 per 2 milioni 512 mila). Gli altri 4 milioni e mezzo circa per la definizione di ulteriori situazioni in corso e relative sempre ai lavoratori percettori di mobilità in deroga.

Il presidente Toma ha anche evidenziato che si farà portavoce, attraverso la Conferenza delle Regioni, della necessità e dell’urgenza di dare il via libera a questa richiesta. “Mi auguro che almeno le esigenze che attengono Gam e Ittierre vengano soddisfatte, le altre dovremmo specificarle meglio ma guardando quanto è accaduto negli anni scorsi, non dovrebbero esserci problemi”.

Le somme riguardano il 2019 ma la Regione ha avanzato richieste anche per i residui mesi del 2018. Nel 2016 la Regione aveva richiesto (ed erano stati erogati) oltre 6 milioni e mezzo. Nel 2017 invece richiesta una somma di poco superiore ai 6 milioni e 200mila euro. “Ci auguriamo che almeno queste cifre vengano riconfermate per il 2018 e il 2019”, ha detto Toma.

Immediatamente il consigliere del Pd Micaela Fanelli ha chiesto l’iscrizione di una interpellanza urgente avente ad oggetto proprio le somme destinate alle politiche passive.

 

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