Ex Ittierre, Fanelli attacca: Toma non ha risolto nulla, norma poco chiara e lavoratori senza certezze

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In Consiglio regionale il governatore ha reso note le cifre richieste al Ministero del Lavoro in base al comma 251 della legge di bilancio. Il gruppo del Pd ha provato a chiarire la situazione ma la maggioranza non ha consentito di discutere l’interpellanza. Ecco le due soluzioni sulle quali Micaela Fanelli avrebbe voluto ragionare. Critiche nemmeno tanto velate nei confronti dei parlamentari molisani: avrebbero potuto e dovuto accorgersene


CAMPOBASSO. Toma ha usato la foglia di fico con i lavoratori ex Ittierre. E’ come sempre diretta e senza fronzoli Micaela Fanelli che fa le pulci al presidente della Regione.

In base a una serie di norme, infatti, l'ultima delle quali nel comma 251 della legge di bilancio, possono beneficiare del trattamento di mobilità in deroga esclusivamente i lavoratori che operano in un'area di crisi complessa e il cui trattamento di mobilità non si è mai interrotto.

Purtroppo per noi, invece, i lavoratori Ittierre hanno visto interrotta la loro mobilità e per questo, alla luce del dettato normativo, non potrebbero beneficiare degli ammortizzatori. Mi auguro che il Ministero interpreti estensivamente questo articolo, equiparando i lavoratori in mobilità a quelli in cassa (disposizione testuale), ma non possiamo affidarci alla speranza” dice la Fanelli.

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Nel corso del Consiglio regionale, nella seduta di oggi è tornata prepotentemente alla ribalta l’annosa vicenda che riguarda i lavoratori in mobilità in deroga dell’ex Ittierre.

Un argomento in merito al quale, per evitare tensioni sociali come ha ammesso lo stesso Toma nel corso del suo intervento, sono state comunicate dal presidente della Giunta le ‘richieste’ della Regione Molise al Ministro Luigi Di Maio circa dotazione economica necessaria per sostenere le politiche passive del lavoro. Una dotazione complessiva di 9 milioni 281 mila euro e, di questa somma totale, per sostenere altri 5 mesi di mobilità in deroga per gli ex Ittierre, sono stati richiesti due milioni e e 269mila euro.

Micaela Fanelli, senza nemmeno aspettare il ‘permesso’ di parlare del presidente Micone, ha chiesto l’iscrizione di una interpellanza urgente in merito. “Come gruppo del Partito Democratico, volevamo trovare una soluzione immediata ai gravi problemi dei lavoratori dell'ex Ittierre, per consentire loro di godere degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa, che però non sembrerebbe essere applicabile a tutti i lavoratori delle aree di crisi. Dopo una interminabile riunione a porte chiuse, dove si era deciso di rendere pubblici i dubbi interpretativi e le soluzioni da noi proposte, non mi è stato consentito di discutere l’interpellanza e di affrontare immediatamente il problema” spiega il consigliere Fanelli.

“Perché? Perché la risoluzione prospettata dal Presidente Toma era una foglia di fico per la stragrande maggioranza dei lavoratori”.

Così, stamattina, prima ha sollevato il dubbio normativo, poi ha chiesto lumi sul perché non ci si sia accorti prima della inapplicabilità del comma 251.

Se avessimo parlamentari molisani avveduti – la stoccata della Fanelli ai deputati regionali - avrebbero potuto e dovuto accorgersene ed attivarsi. Anche perché la copertura economica da reperire a livello nazionale per questa estensione è minima”.

E il governo regionale, cosa poteva e può ancora fare? “Ho proposto due cose: un finanziamento ponte che copra il periodo di interruzione, al fine di poter applicare gli ulteriori dodici mesi di mobilità in deroga; che si approvi un progetto serio che garantisca lavoro duraturo ai dipendenti Ittierre, magari in campi occupazionali nuovi, come dai lavoratori stessi proposto.

E invece, oggi Toma e la sua maggioranza hanno deciso, ancora una volta, di non risolvere alcunché. Ma non è ancora finita e non ci arrenderemo. Una soluzione può e deve essere trovata. E se la Regione Molise fa orecchie da mercante, ci rivolgeremo direttamente ed immediatamente al Parlamento, chiedendo una norma di interpretazione autentica che estenda con chiarezza la mobilità in deroga a tutti i lavoratori, nessuno escluso. C’è in gioco il futuro e la dignità delle persone e la politica non può voltarsi dall'altra parte, acuendo e non risolvendo i problemi di chi chiede soltanto di poter vivere del proprio lavoro".

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