Isernia verso l’allargamento di Giunta: parla il sindaco

Isernia verso l’allargamento di Giunta: parla il sindaco

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Giacomo d’Apollonio sulla questione della ‘scadenza’ del presidente del Consiglio comunale: "Confido di avere il parere del ministero dell’Interno sull’efficacia della norma introdotta dal nuovo Statuto entro il giorno dell’assise". Da ciò che accadrà in aula il 7 febbraio, potrebbero derivare nuovi equilibri con ulteriori innesti di assessori. Popolari per l’Italia in pole position, ma nel centrodestra manca ancora la sintesi


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Procede con cautela e resta concentrato. Il sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio, non forza i tempi per un accordo di maggioranza sul nome del nuovo presidente del Consiglio. Dal quale potrebbe discendere l’esigenza di allargare la Giunta dagli attuali 7 ad 8 o 9 assessori.

La delicata riunione dell’assise, in programma giovedì 7 febbraio salvo il probabile slittamento di 24 ore per impegni pregressi di alcuni consiglieri, è convocata per discutere della ‘scadenza’ del mandato del presidente del Consiglio, fissata a 30 mesi da un emendamento all’articolo 22 dello Statuto entrato in vigore lo scorso 8 novembre. Ma sul punto il vertice in carica, Peppino Lombardozzi, ha chiesto un parere al Viminale per capire se la norma in questione possa avere un effetto retroattivo, dunque anche sull’attuale consiliatura, o se invece abbia validità direttamente dal giorno di approvazione dello Statuto, con conseguente status quo di poltrone e conservazione dei posti di comando.

Il parere ministeriale, svela il sindaco dopo aver consultato di recente la prefettura, potrebbe arrivare in tempi stretti, forse già prima della data del Consiglio. Se così fosse, presto sarebbe svelato l’arcano, con Lombardozzi che potrebbe essere confermato al suo posto o, al contrario, costretto a cercare i voti in aula per rimanere in sella, salvo che non intenda sgomberare il campo per evitare ulteriori frizioni interne alla maggioranza di centrodestra. Certo, si tratta pur sempre di un parere, autorevole sì, ma non vincolante. Dunque, se il Consiglio comunale – che è sovrano - intendesse comunque procedere al rinnovo della carica presidenziale, si aprirebbe quasi certamente la strada a un contenzioso che non serve a nessuno.

consiglieri al votoMa in caso di votazione quale sarebbe il nome che potrebbe godere dell’ampia convergenza? Sul punto, d’Apollonio non si sbottona: “Occorre fare sintesi, al momento non ci sono ancora nomi sul piatto sui quali si sta discutendo e non è stata fatta una consultazione tra di noi”. Ma già all’inizio della prossima settimana è prevista una riunione di maggioranza propedeutica alla linea da tenere nell’assise richiesta dal gruppo dei Popolari per l’Italia e dalla consigliera d’opposizione Rita Formichelli.

Quella per la presidenza del Consiglio, in ogni caso, non è un partita a sé stante. È lo stesso d’Apollonio ad ammetterlo, seppure in maniera un po’ sibillina: “Se la situazione non cambia non mettiamo mano a nulla, ma se c’è la novità del presidente del Consiglio, dal gruppo dei Popolari, che hanno proposto l’emendamento all’articolo 22 dello Statuto e richiesto la convocazione del consesso, giustamente si vuol essere considerati”. Magari con Gianni Fantozzi, capogruppo e presidente in pectore nel 2016, prima che un accordo tra i big del centrodestra non lo scalzasse a beneficio di Lombardozzi, che riportò 3 voti in più. “Fantozzi potrebbe essere il candidato di quel gruppo – spiega ancora il primo cittadino - ma formalmente il nome non è venuto fuori. Loro sono stati sempre in maggioranza, almeno 5 di essi dall’inizio (eccezione per Enzo Di Luozzo, ndr), e dunque sono un gruppo che ha un peso”.

Gianni Fantozzi 29.10.2018Insomma, Popolari in pole position per la presidenza o, in alternativa, per un assessorato, visto che in aula vantano ben 6 consiglieri. Anche qui il sindaco si fa capire, ma non è netto: “Discorsi di rimpasto, anzi di allargamento della Giunta vorrei affrontarli in un secondo momento – afferma il primo cittadino - In questo momento non ne ho necessità, ma ormai noi dobbiamo trovare un equilibrio che ci consenta di andare avanti fino alla fine della consiliatura. Abbiamo anche i numeri per poter allargare la giunta, ma io mi sono sempre mantenuto cauto su 7 assessori perché non mi sembrava di dover attingere a ulteriori risorse. Se però vogliamo dare un cambio di marcia e avere più disponibilità da parte di amministratori che si occupano dei problemi della città, possiamo pure pensare ad allargare l’esecutivo, ma sinceramente io sono più concentrato sulle cose da fare”.

Niente politica, dunque, neppure un’indicazione di massima alla sua maggioranza su come esprimersi per la presidenza. “Io voto come gli altri consiglieri - argomenta d’Apollonio - Il mio è un singolo voto, quindi bisogna trovare anche altri consiglieri che sono d’accordo. Potrò incidere perché se voto in una certa maniera ci sarà un gruppo che voterà come me, ma dovremmo essere certi che questa scelta venga accettata, dovremmo fare i conti con i numeri. Lo ribadisco – conclude d’Apollonio - siamo legati al parere del ministero dell’Interno e al nome di un candidato che possa raccogliere un certo numero di consensi”.

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