Primarie Pd, l’ora dei veleni. Facciolla: “Mai sarò la stampella di Toma, il mio voto non negoziabile"

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L’ex vicepresidente della Giunta regionale, candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico, intenzionato a giocarsela fino in fondo con una lista di amministratori e segretari di circolo e senza alcuna ombra sulla coerenza politica che lo contraddistingue


CAMPOBASSO. Clima incandescente nel Partito Democratico (e nel centrosinistra) a poche settimane dalle Primarie che il 3 marzo prossimo consegneranno al Molise un nuovo segretario regionale e all’Italia un leader nazionale.

Per questo motivo non è passata in cavalleria l’indiscrezione che circola con insistenza negli ambienti beneinformati e che riguarda le strategie che si starebbero mettendo in atto in queste ultime settimane.

“Il mio voto non è negoziabile – dice con il solito piglio Vittorino Facciolla – Smentisco su tutta la linea la voce che circola: se domani presentassero una mozione di sfiducia a Toma, la mia firma sarebbe la prima. La mia coerenza politica non è affatto in discussione. Certo è – rimarca - che queste indiscrezioni intervengono in un momento specifico, entrando a gamba tesa nella campagna elettorale per la segreteria del Partito Democratico. Immagino che per qualcuno sia il momento giusto per accreditarsi o recuperare il ritardo. Ma è un evidente tentativo di inquinare il voto”.

Vittorino Facciolla, candidato alla segreteria, consigliere regionale eletto a suon di migliaia di voti e per cinque anni vicepresidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura, non può che prendere di petto anche questa vicenda. Non sono farina per fare l’ostia – commenta – e questa mia visione, il mio essere squalo, iperdeterminato, di certo mi ha danneggiato spesso”.

Rinforza il concetto riavvolgendo il nastro e tornando al recente passato. “Non ho mai aperto alcuna trattativa con il centrodestra mentre invece altri, che oggi si spendono per questo Partito Democratico, hanno bussato a parecchie porte – nel centrodestra – ricevendo risposte negative. Io sono portatore di un’altra cifra”, rivendica ancora.

Bolla come l’ennesima boutade anche la voce che lo vedrebbe disinteressato circa le sorti del Comune di Campobasso e interessato alla decisione sui futuri candidati sindaco per Termoli e Riccia. “Battista - conclude - l’ho portato come un santo in processione, di certo gli sono stato più vicino io di quelli che oggi dicono di sostenerlo”.

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