Primarie, il rinnovamento secondo Durante: “No ‘autoreferenzialismo’, il Pd torni a parlare alla gente”

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Il presidente del Consiglio comunale di Campobasso ha spiegato le ragioni della sua candidatura, a sostegno di Nicola Zingaretti e di un nuovo progetto di centrosinistra. Una competizione che si intreccia con le Comunali a Campobasso, per le quali ha escluso di correre da sindaco, contro Antonio Battista, che oggi lo sostiene. Rilanciando sulla scelta delle Primarie anche per le Amministrative


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Una candidatura autonoma e indipendente. Con l’obiettivo di tornare a fare del Pd “un grande partito”, che non sia chiuso al suo interno ma che torni a parlare alla gente. A quella fascia di elettorato che ha perso, anche ponendosi alla guida di un rinnovato progetto di centrosinistra, aperto all’area progressista, al mondo dell’associazioni e alla società civile.

Michele Durante spiega così, in una conferenza stampa, le ragioni della sua candidatura alla segreteria regionale del Pd, in vista delle Primarie del 3 marzo. Al fianco di Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria nazionale del Pd, che è sostenuto anche dai suoi avversari, Vittorino Facciolla e Stefano Buono.

“A loro faccio i miei auguri – ha detto il presidente del Consiglio comunale di Campobasso – questa non è una guerra, ma una competizione per costruire una seria prospettiva per l’Italia e per il Molise. Certo, se uno poco tempo fa ha raccolto le firme per Minniti e oggi sostiene Zingaretti una riflessione io la farei. Ma siamo in democrazia e se predichiamo per la libertà non possiamo che sostenere la libertà delle scelte”.

Parole diplomatiche a cui hanno fatto seguito quelle, meno diplomatiche, sulle responsabilità della sconfitta elettorale, a livello nazionale e regionale. “Se in Italia in 4 anni il Pd ha perso 6 milioni di voti qualcuno la responsabilità ce l’ha. Così come – ha aggiunto - se come Pd e come centrosinistra siamo andati incontro a una batosta enorme le responsabilità non possono essere che della classe dirigente. In Molise avevamo un governatore del Pd, un segretario del Pd e un vice presidente della Giunta e assessore del Pd. Di sicuro la responsabilità non può essere la mia, che non sono stato mai contro qualcuno”.

Di certo lo hanno accusato di essersi candidato nel Pd dopo essere stato in corsa con LeU alle Politiche e alle Regionali. “Il mio percorso – ha affermato Durante - non rivede la mia posizione, che è sempre stata dalla parte dei deboli e degli ultimi, con un’idea che uno Stato debba anche essere produttivo di economia e di sviluppo e non solo datore di elemosine. Nel 2014 – ha ricordato – ho partecipato alla Primarie, come candidato sindaco del centrosinistra. Poi sono stato candidato con LeU alle Politiche, una candidatura di servizio nella quale non abbiamo fatto l’accordo col Pd del Jobs act, della riforma elettorale e delle piattaforme petrolifere”.

“Mi sono candidato, sempre per servizio, anche alle Regionali - ha rimarcato ancora Durante – quando abbiamo tentato di tenere in piedi quello che si poteva del centrosinistra, presentandoci con una coalizione unita a sostegno della candidatura di Carlo Veneziale votato al massacro, anche lui per una candidatura di servizio. Oggi cerchiamo di guardare al futuro”.

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