Visita Conte, sindacati non invitati. La Triplice: il cambiamento parte dall'inclusione

Visita Conte, sindacati non invitati. La Triplice: il cambiamento parte dall'inclusione

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Il benvenuto della Triplice in una nota a firma di Spina (Cgil), Boccardo (Uil) e Notaro (Cisl) che, salutando la prima visita istituzionale in regione del presidente Conte, rimarcano come non si possano escludere dal confronto i lavoratori, i precari e i pensionati


CAMPOBASSO. Rappresentanti istituzionali, associazioni di categoria e esponenti della società civile. Il Molise domani incontra il premier Conte. Ma non tutti sono stati invitati alla ‘prima’ in Molise del presidente del Consiglio dei ministri. Mancano all’appello i sindacati che, in una nota congiunta, stigmatizzano questa decisione.

“La visita di un Presidente del Consiglio è sempre un fatto positivo per una regione. Quella di domani mattina rappresenta l’ennesima visita istituzionale, frutto, a detta del Presidente stesso, di una volontà rispetto alle necessità di rilancio di politiche mirate per il sud. Stupisce che per discutere di tutto questo, però, lo stesso Conte con una propria missiva riportata dagli organi di stampa, abbia inteso incontrare i Sindaci, varie associazioni di categorie, esponenti della società civile, ma non le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori. L’idea che si continua ad avere è quella di esclusione e non di inclusione, eppure chi si adopera quotidianamente per far crescere il Paese sono i lavoratori, insieme a precari e pensionati che comunque contribuiscono a far sopravvivere il nostro flebile sistema economico e sociale” sostengono Franco Spina (Cgil), Tecla Boccardo (Uil) e Gianni Notaro (Cisl).

Il Molise, a detta dei tre rappresentanti sindacali, ha bisogno di politiche mirate, di piani organici di sviluppo e condivisione progettuale.

“In virtù di questa urgenza, contiamo su un Contratto Istituzionale di sviluppo che abbia le caratteristiche della concretezza e dell’immediatezza di interventi utili e necessari al Molise. In questa Regione occorre ancora comprendere se e come sono state spese le risorse precedenti, quali siano stati i risultati raggiunti, come e a che punto siano le politiche relative alle aree di crisi, quali strumenti eccezionali si intendono porre in essere per fronteggiare una crisi che vede il Molise sempre più povero, tanto da rientrare nei parametri del cosiddetto Obiettivo uno. Una regione in forte spopolamento (soprattutto giovanile) e con sempre meno risorse proprie per garantire i diritti e servizi minimi”.

E anche dal mondo sindacale arriva la preoccupazione per il ‘regionalismo differenziato’ e la richiesta di una presa di posizione forte del Governo contro questa Italia a due velocità.

Il Mezzogiorno – sostengono Spina, Boccardo e Notaro - non è un problema per una parte di nazione, bensì può essere una risorsa per l’Italia intera. Ma ci aspettiamo anche che si intervenga sulle politiche di difesa dei diritti costituzionali quali la sanità, i trasporti, la scuola, diritti esercitabili al nord quanto al sud. Ed è utile rimarcare che servono risorse nuove e non quelle già assegnate alle regioni dall’Unione Europea, evitando quanto avvenuto con il Patto per il Sud”.

La Triplice non si arrende: non potrà partecipare all’incontro di domani mattina ma provvederà ad inviare al premier un documento contenente analisi, valutazioni e proposte su quello che davvero serve al Molise e anche con una certa urgenza.

“ I lavoratori, i precari, ma anche il tessuto produttivo non intendono rassegnarsi al proprio destino e la giornata di ieri a Roma, ne è la dimostrazione. Per una politica del cambiamento, quello vero, occorre includere non escludere”.

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