Comunali, la Lega alza il tiro: i sindaci spettano a noi. Toma dice no alle Primarie del centrodestra

Comunali, la Lega alza il tiro: i sindaci spettano a noi. Toma dice no alle Primarie del centrodestra

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Convocati dalla parlamentare forzista Annaelsa Tartaglione, i responsabili dei partiti di centrodestra si sono riuniti per affrontare le vicine elezioni amministrative. Anche i Popolari si fanno avanti per Campobasso o Termoli. Il governatore intenzionato a far pesare il suo ruolo: se non si trova la quadra, l’ultima parola spetterebbe a lui. Inevitabile un passaggio sulla crisi al Comune di Isernia


CAMPOBASSO. Le Amministrative non sono affatto lontane e, se in casa centrosinistra tutto pare fermo in attesa del risultato delle Primarie (dal quale dipenderanno, di certo, decisioni e candidature), nel centrodestra invece è tutto un fermento.

Il risultato conseguito in Abruzzo ha accelerato alcune decisioni, comunicate ieri pomeriggio nel corso del summit convocato dalla parlamentare molisana di Forza Italia Annaelsa Tartaglione. Presenti il governatore Donato Toma (che oggi non sarà in Consiglio regionale), Luigi Mazzuto per la Lega, Salvatore Micone per l'Udc, Vincenzo Cotugno per Orgoglio Molise, Andrea Di Lucente per i Popolari per l'Italia, Filoteo Di Sandro per Fratelli d'Italia e Michele Iorio per la sua lista civica: insomma, tutti i  rappresentanti dei partiti dell’alleanza che ha portato alla vittoria delle Regionali.

I temi all’ordine del giorno, naturalmente, non potevano che riguardare le strategie che lo schieramento dovrà mettere in campo per le Amministrative. Ma non ci sono solo Campobasso e Termoli sul piatto. C’è la questione complessa che riguarda Isernia (e che non può né deve essere sottovalutata) e poi le elezioni del Consiglio provinciale di via Berta, altra ‘bandierina’ da piazzare come è accaduto per la Provincia di Campobasso.

PRIMARIE DEL CENTRODESTRA. La proposta lanciata dalla leghista Aida Romagnuolo non avrebbe trovato alcun terreno fertile. Sarebbe stato proprio il presidente Toma a frenare la ‘pazza idea’ che, di fatto, potrebbe portare ad un candidato non in linea con i suoi ‘desiderata’. E’ notorio che sul candidato sindaco (di Campobasso), il governatore voglia dire la prima e ultima parola, replicando lo schema della scorsa primavera quando ha stravinto le elezioni regionali. Tema che non appassiona però alcuni consiglieri comunali di centrodestra (leggansi Pilone e Cancellario di ‘Democrazia Popolare’, che hanno detto a chiare lettere che non c’è bisogno né di un tecnico, né di un candidato della società civile, né di alcuno specchietto per le allodole). Non solo: le Primarie sono a rischio ‘inquinamento’ anche per il centrodestra essendo ‘elezioni’ aperte a tutti, anche a chi non è parte né sostenitore dello schieramento.

LA LEGA ALZA IL TIRO. Forti del risultato conseguito solo ieri nel vicino Abruzzo, nel partito di Salvini ci si sente pronti ad esprimere il candidato sindaco di Campobasso o Termoli. Argomento, questo, sul quale avrebbe fortemente insistito il coordinatore regionale Mazzuto (che potrebbe aver richiesto, in nome e per conto del partito, un posto in Giunta anche al Comune di Isernia).

I POPOLARI NON MOLLANO. Nessun passo indietro, però, anche da parte di un altro pezzo forte dello schieramento del centrodestra, i Popolari per l’Italia di Vincenzo Niro. Anche loro rivendicano la possibilità di esprimere il candidato sindaco in uno dei due grandi centri chiamati al voto e non sembrano affatto intenzionati a mollare la presa. Fatto questo che potrebbe portare ad inevitabili ripercussioni politiche. soprattutto in Consiglio regionale e in Giunta. Ad ogni modo, il ‘salmonico’ Toma avrebbe avvisato gli alleati che, ove mai non si dovesse riuscire a trovare la quadra, deciderà da solo.

PROVINCIA DI ISERNIA. Si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale e il tentativo di accerchiare e fagocitare il centrosinistra (che esprime il presidente in via Berta) è la strada naturale da percorrere. Del resto, a Campobasso, ha funzionato. Battista ha un Consiglio provinciale di segno opposto e lo stesso destino potrebbe pararsi dinanzi a Lorenzo Coia. La coordinatrice regionale di Forza Italia avrebbe proposto una lista unica. La Lega e Michele Iorio invece sarebbero certi di poter comporre, e quindi partecipare all’elezione del Consiglio provinciale,  con liste direttamente riferibili ai loro partiti o movimenti. Del resto Iorio, Pallante e De Matteis hanno fatto lo stesso solo pochi mesi fa, con una lista inizialmente di disturbo, ma che poi è diventata ‘di supporto’ allo schieramento. Un modo per dare concretezza ad un ‘peso politico’ che potrebbe tornare utile quando si dovranno prendere decisioni che, magari, potrebbero avere ripercussioni sul Comune di Isernia o per le Amministrazioni da rinnovare.

CASO ISERNIA. L’argomento sarebbe stato solo parzialmente sfiorato in attesa delle consultazioni che il primo cittadino Giacomo d'Apollonio dovrà avviare con le forze politiche che lo sostengono. Con la certezza che la Lega non resterà a guardare.

 

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