Comunali, irrompe il gruppo “Io Amo Campobasso”: cittadini resilienti che vogliono cambiare la propria città

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Sono 90 al momento le firme di sostegno all’iniziativa. Non è solo un atto di accusa ma anche un ‘mea culpa’ per aver lasciato che la città scivolasse “nel degrado materiale, sociale, economico e civile”


CAMPOBASSO. Nel giorno di San Valentino, la dichiarazione d’amore può essere rivolta anche alla propria città. Immaginando e lavorando per quello che si vorrebbe diventasse. Una Campobasso da amare per la propria identità, per il suo essere inclusiva, laboriosa, sostenibile e a misura di ogni essere vivente, bella e giocosa, colta e capace di investire e sostenersi, innovativa e resiliente.

Si chiama ‘Io Amo Campobasso’ ed è una aggregazione spontanea di campobassani, orientata a alzare il livello dei contenuti del dibattito e dare spunti di riflessione per il futuro della città capoluogo.

Al momento sono 90 le firme apposte sotto il manifesto che ‘un atto d’amore per la nostra città, che vuole scuotere i Campobassani in vista delle elezioni comunali della prossima primavera”.

Un amore declinato con dieci punti fondamentali, il ‘cuore’ del progetto che si vorrebbe fosse applicato al comune capoluogo, chiamato al voto fra soli tre mesi.

Non è un atto di accusa contro la ‘cosa pubblica’ ma anche un mea culpa per aver lasciato che la città svanisse piano piano in un ‘avanzato stato di degrado materiale, sociale, economico e civile’. “Da troppi anni – si legge nelle premesse al manifesto programmatico - assistiamo alle profonde contraddizioni della gestione politica e amministrativa, rese evidenti da uno sviluppo asimmetrico, da una cementificazione selvaggia e sregolata, da una perdita di identità sociale ed economica e da una triste e provinciale programmazione istituzionale della cultura. Questa gestione inadeguata ci ha fatto fare i conti, per la prima volta nella nostra vita e in quella della nostra città, con un avanzato stato di degrado materiale, sociale, economico, civile.

Sarebbe facilissimo limitarsi ad addossare agli amministratori, di oggi e di ieri, la responsabilità della situazione; per i propri limiti e per gli innumerevoli errori commessi a causa della loro incompetenza o, peggio, della loro malafede. Ma noi non siamo fatti così: noi non puntiamo il dito contro il prossimo, pensando che sia la causa dei nostri problemi. La colpa, fino ad oggi, è stata anche nostra.

Noi abbiamo preferito, per troppo tempo, scrollare le spalle e andarcene altrove: fuori città per studio, poi per lavoro, poi per scelta. Oppure abbiamo preferito modellare la nostra esistenza, la nostra famiglia, il nostro lavoro ritirandoci completamente dalla vita pubblica e, inevitabilmente, dalla nostra stessa città. Siamo diventati adulti lasciando che altri prendessero in mano le nostre vite e quelle dei nostri figli”.

I 90 firmatari (attuali, ma naturalmente si può firmare), sono tutti nati o cresciuti nel capoluogo di regione, provenienti dagli ambiti professionali più disparati. Ci sono studenti e pensionati, artisti, operai, dirigenti d’azienda, liberi professionisti, giornalisti e uomini e donne di ogni età “che hanno nel cuore la propria città e che non si rassegnano a vederla nello stato di degrado in cui versa da troppi anni. Il rischio che forze populiste, xenofobe, contrarie alla scienza e alla cultura possano occupare gli scranni di Palazzo San Giorgio è alto e questo potrebbe portare al definitivo tramonto della città come esempio di inclusione, solidarietà, innovazione e sviluppo per tutta la Regione.

E’ un atto d’amore, dunque, ma anche un messaggio alle associazioni e ai privati che hanno mantenuto alta la fiamma della speranza e dello sviluppo in un periodo storico ed economico complicato come quello che ha caratterizzato gli ultimi due decenni: c’è bisogno di fare rete, di mettere insieme le migliori energie del territorio e superare i rancori personali che spesso hanno ostacolato la creazione di un sistema organico capace di rendere la città un vero laboratorio di pensiero e di azione civica. E’ il momento di abbandonare la proverbiale indolenza campobassana e mettersi al servizio della città, ognuno secondo i propri desideri e ognuno per le proprie capacità e competenze”

Maggiori informazioni su http://www.ioamocampobasso.it dove è possibile aderire al manifesto.

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