Caso Diciotti: Fabrizio Ortis legittima la decisione della base del Movimento 5 Stelle

Caso Diciotti: Fabrizio Ortis legittima la decisione della base del Movimento 5 Stelle

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Il senatore pentastellato sottolinea come “il ministro dell’Interno era guidato dall’interesse pubblico nel contrasto dell'immigrazione e nella tutela della sicurezza nazionale”


CAMPOBASSO. Il senatore molisano del Movimento 5 Stelle Fabrizio Ortis si esprime in merito alla questione legata al voto espresso dalla base sul caso Diciotti.“Nel rispetto del principio fondante del MoVimento, la democrazia diretta, abbiamo chiesto il voto dei nostri iscritti sul caso Diciotti rispettandone il verdetto. A giudizio della maggioranza dei votanti- spiega Ortis- l’agire del Ministro dell’Interno era guidato dall’interesse pubblico nel contrasto dell'immigrazione e nella tutela della sicurezza nazionale. È questo che ci ha sempre differenziati dagli altri partiti e movimenti politici: l’ascolto della base, per la quale oggi c’è chi, per intorbidare le acque, grida allo scandalo”.

“Sono fiero di poter far esprimere liberamente i nostri sostenitori - aggiunge Ortis - su questo come su altri temi delicati quali il Contratto di Governo, i programmi o la scelta dei parlamentari. Non posso non sottolineare come il numero dei votanti, ieri, sia stato il più alto di sempre in una singola giornata, oltre 52mila persone, a conferma dell’importanza del coinvolgimento on line e della partecipazione diretta”.

Il senatore rispedisce al mittente, inoltre, le accuse ricevute dal Movimento di aver usato due pesi e due misure, quando a processo rischiavano di finire parlamentari ‘nemici’ dei Cinque Stelle: “Se in passato ci siamo espressi per il sì all’autorizzazione a procedere – conclude Ortis – lo abbiamo fatto per accuse che andavano dalla corruzione alla concussione, non certo per l’esercizio delle proprie funzioni ministeriali sancito dall’articolo 96 della Costituzione. Non è un caso che la linea del Viminale sia stata apertamente condivisa dal presidente del Consiglio e dai ministri Di Maio e Toninelli”.

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