Isernia, ancora notte fonda nel centrodestra: il sindaco alla prova di forza in Consiglio comunale

Isernia, ancora notte fonda nel centrodestra: il sindaco alla prova di forza in Consiglio comunale

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A 12 giorni dalla crisi, Giacomo d’Apollonio intenderebbe riproporre la mozione pregiudiziale del gruppo Iorio sulla quale mancarono i numeri in aula. Con essa, si punta a ritirare dall’ordine del giorno l’elezione del presidente dell’assise in forza del parere del Viminale e confermare in carica Lombardozzi. Ma la maggioranza rischia ancora grosso: nulla di certo sui numeri per andare avanti. Forza Italia (con Calenda) dice no all’assessorato alla Lega, Giovancarmine Mancini scommette sulla riunione delle forze di centrodestra previo azzeramento della Giunta. Decisivi i Popolari e il gruppo Di Baggio, ma senza accordi certi manca ancora la data del nuovo consesso


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Giacomo d’Apollonio ci riprova. Dopo lo scivolone dell’ultimo Consiglio comunale, il sindaco di Isernia riporta indietro le lancette dell’orologio, all’8 febbraio, quando una maggioranza a suo sostegno c’era e i numeri non erano mai mancati. E insiste sulla permanenza in carica di Peppino Lombardozzi presidente: forte del parere ministeriale che respinge la possibilità di una norma statutaria retroattiva, dalla quale discenderebbe che il mandato del presidente del Consiglio comunale è scaduto dopo 30 mesi, ovvero nel dicembre scorso.

consiglio 8 02 19 4Resta fermo sulle proprie posizioni, il primo cittadino. Lanciando così un guanto di sfida a chi, come i Popolari per l’Italia, si dice parte della maggioranza, ma non cede sulla necessità di eleggere un nuovo presidente del Consiglio. Lo scontro reale, insomma, deve ancora da consumarsi: con d’Apollonio che intende riportare in aula, nel prossimo Consiglio comunale, la mozione pregiudiziale presentata dal capogruppo di ‘Insieme per il Molise’, Enrico Caranci, che punta a ritirare l’elezione del presidente dell’assise dall’ordine del giorno proprio in forza del parere ‘contrario’ del Viminale. Quella stessa pregiudiziale sulla quale, la scorsa volta, i consiglieri comunali, per la gran parte, abbandonarono l’aula lasciando il sindaco privo di numeri certi.

Da allora, d’Apollonio ha avviato le consultazioni con tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione per cercare di arrivare a un minimo di 17 voti dalla sua parte. Da tali incontri, che termineranno in queste ore, per il centrodestra in carica è emerso tutto e il contrario di tutto. La soluzione della crisi, bella e pronta, non esiste, ma le richieste e i suggerimenti pervenuti dai vari colloqui sono molteplici e differenti: dall’azzeramento di Giunta al continuare senza toccare nulla, dal rimpasto all’allargamento dell’esecutivo. Vediamoli nel dettaglio.

stefano testa pmLA LEGA: TESTA ASSESSORE, MA CALENDA SI CHIAMA FUORI. Durante il voto sulla pregiudiziale, i consiglieri della Lega presenti – Stefano Testa e Gianluca Di Pasquale – sono rimasti e si sono astenuti. Un segnale di collaborazione chiara, verso il sindaco. Seguito da una richiesta di assessorato, da parte del coordinatore regionale Luigi Mazzuto, per Stefano Testa in cambio dell’appoggio del gruppo, composto da tre rappresentanti. Tuttavia, come fatto notare al sindaco da più di qualcuno, a Palazzo San Francesco il gruppo del Carroccio formalmente non esiste. I tre consiglieri comunali che si riconoscono in Salvini sono stati tutti eletti in altre formazioni politiche e non hanno mai fatto dichiarazioni di appartenenza ad altri gruppi, in aula, rispetto alla situazione del voto del 2016. In particolare, Mena Calenda – già consigliere regionale e incompatibile con qualsiasi incarico assessorile al Comune – è stata votata come rappresentante di Forza Italia. E proprio nelle vesti di consigliera ‘azzurra’ si è recata dal sindaco insieme al capogruppo Raimondo Fabrizio.

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