Regionalismo differenziato, Cassese: “Da evitare se diventa disintegrazione dello Stato”

Regionalismo differenziato, Cassese: “Da evitare se diventa disintegrazione dello Stato”

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Il giudizio espresso dal giudice emerito della Corte Costituzionale, oggi ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2018/19 dell’Unimol, dopo che per due volte il vice premier Luigi Di Maio ha annullato la sua visita all’ateneo molisano. In chiusura l'annuncio delle dimissioni del rettore Gianmaria Palmieri


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. "Il regionalismo differenziato può essere una cosa interessante, ma non può essere fatta così in fretta come si sta cercando di fare".

Questa la posizione che Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, ha espresso oggi a Campobasso, ospite d’onore della cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico dell’Unimol. Potrebbe essere quindi considerato un rischio? “Non penso che lo sia – ha precisato il giurista ed ex ministro del Governo Prodi – ma potrebbe apparire una forma di disintegrazione dello Stato. E quindi bisogna evitarlo”.

Il processo, tuttavia, è stato avviato ed è difficile fermarlo. "Io sostengo la tesi - ha rimarcato in proposito Cassese - che se qualche regione si deve differenziare, tutte le 15 regioni devono partecipare al processo di differenziazione, perché differenziarsi non vuol dire fare qualcosa che è indifferente per chi non si differenzia. Sembra un gioco di parole, ma non lo è. Vuol dire che le regioni meridionali, anche se non si differenziano, debbono partecipare al processo che fa diventare diversa l'autonomia di altre regioni, specialmente quelle del Nord".

L’accademico ha quindi fatto anche riferimento all’ipotesi delle Macroregioni, “che possono rappresentare un interessante sviluppo”, ha detto. Ma gli accordi per costituirle, ha quindi chiarito, possono essere “soltanto il prodotto di una sperimentazione fatta in loco, non imposta dall'alto, di conseguenza debbono nascere dal basso".

Posizione che l’accademico, professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, ha espresso incontrando i giornalisti prima dell’inizio della cerimonia. Mentre nel suo intervento ha fatto un lungo excursus storico, per parlare del passaggio del suffragio, da censitario a capacitario a universale. “Un passaggio nel quale – ha affermato nella sua lectio inauguralis 'Il popolo e i suoi rappresentanti' – si perde la designazione di capacità svolta dai partiti, che ha prodotto l’attuale situazione di crisi e che ci fa riflettere sul futuro che ci aspetta”.

Una cerimonia, quella di oggi, arrivata dopo due rinvii – ospite d’onore doveva essere il vice premier Luigi Di Maio - che si è aperta con l’intervento del sindaco di Campobasso Antonio Battista, che rivolgendosi a Cassese si è espresso contro il “nazionalismo estremo, pronto ad accentuare le diseguaglianze tra le varie realtà con il regionalismo differenziato, mentre l’esecutivo sovranista si sostituisce all’organo sovrano che è il Parlamento”.

Quindi la parola al presidente della Regione Donato Toma, che ha lanciato l'idea del Policlinico universitario. “Questo permetterebbe – ha affermato il governatore - all’Ospedale di Campobasso di avere un numero congruo di Unità operative, da mettere a disposizione degli utenti del Servizio sanitario regionale per ogni tipo di specialistica. In più, avremmo la possibilità di formare in loco medici specialisti, da impiegare nelle nostre strutture sanitarie, evitando così l’esodo di valenti professionalità”.

Subito dopo gli interventi del rappresentante degli studenti Pietro Quarto e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo Gianluca Paventi.

A svolgere la prolusione ‘Lo sviluppo del Mezzogiorno: dall'intervento straordinario alla strategia euromediterranea’ Francesco Fimmanò, professore ordinario di diritto commerciale del Dipartimento di Economia.

La cerimonia si è conclusa con la relazione del rettore Gianmaria Palmieri, che ha annunciato le sue dimissioni, a partire dal 1° marzo. “Lascio da rettore – ha anticipato Palmieri – ma il mio futuro è da docente Unimol”. Per lui il saluto e l’applauso del mondo accademico molisano e dell'aula magna gremita di presenze.

Unisciti al gruppo Whatsapp di isNews per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del nostro quotidiano online: salva il numero 3288234063, invia ISCRIVIMI e metti "mi piace" al nostro gruppo ufficiale

 

 

 

Privacy Policy