Caos Lega, Calenda e Romagnuolo sfiduciano Mazzuto: scegli, coordinatore regionale o assessore esterno

Caos Lega, Calenda e Romagnuolo sfiduciano Mazzuto: scegli, coordinatore regionale o assessore esterno

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Le due esponenti leghiste, domani mattina, terranno insieme una conferenza stampa ma si mormora che il mancato coinvolgimento in alcune iniziative politiche propedeutiche alle elezioni amministrative e qualche decisione presa senza confrontarsi con le componenti del gruppo consiliare regionale che gli hanno consentito di sedere in Giunta come assessore esterno, siano la causa di un malessere difficile da curare


CAMPOBASSO. Mala tempora currunt per Luigi Mazzuto, coordinatore regionale della Lega e assessore regionale esterno in quota al partito di Matteo Salvini.

Domani mattina le due esponenti della Lega in Consiglio regionale, Aida Romagnuolo e Mena Calenda, incontreranno la stampa per chiarire le posizioni politiche del gruppo consiliare.

Una pace politica, quella siglata tra le due, inaspettata fino a ieri. Le due donne del gruppo consiliare regionale non hanno lesinato reciproci attacchi nel recentissimo passato (basti pensare alla querelle sul trasporto dializzati della provincia di Isernia).

Ieri sera, però, un sibillino post di Mena Calenda, pubblicato sul proprio profilo Facebook, ha fornito un primo indizio, importante. “Mazzuto, devi lasciare il posto che non ti spetta, hai avuto la fiducia di Matteo Salvini ma in Molise stai facendo solo guai… le associazioni segrete ti fanno un baffo, mi spiace averlo capito solo ora. Fatti eleggere dal popolo!”.

Solo qualche giorno fa, sul profilo di Aida Romagnuolo, invece campeggiava un asino intento a ragliare e il tenore del pensiero del capogruppo in Consiglio regionale non era granché diverso da quello esplicitato da Mena Calenda.

Il momento politico delicato (per le vicine elezioni Amministrative) e la sensazione condivisa che manchi una ’guida esperta’  per un partito che - adesso, nella consueta logica del ‘carro del vincitore’ - tutti sembrano voler assaltare, hanno fatto il resto.

Da nemiche ad alleate, da comparse ad attrici protagoniste. Un colpo di scena, in un panorama politico dove le donne si contano sulle dita di una mano e, il più delle volte, vengono relegate a ruoli di secondo piano.

I beneinformati assicurano che domani mattina le due esponenti leghiste chiederanno a Mazzuto di scegliere cosa fare ‘da grande’. L’assessore esterno oppure il coordinatore regionale? Evidentemente, serpeggia l’idea che non sia politicamente in grado di poter svolgere al meglio entrambi i ruoli. Ma non è detto che non si vada anche oltre questa prima indiscrezione: le due potrebbero anche sfiduciare completamente il ‘fortunato’ assessore che ha un posto nell’Esecutivo regionale grazie alla mole di voti che anche loro hanno portato in dote a Matteo Salvini.

Naturalmente si tratta di indiscrezioni ma i particolari sono molto circostanziati. Il caso sarebbe esploso ieri ieri sera, in un paesino della provincia di Isernia. Lì, il coordinatore regionale Mazzuto e il responsabile provinciale Petroni avrebbero incontrato gli elettori in un pub, alla presenza degli elettori e anche del Sindaco uscente. Unariunione ufficiale, con simboli e bandiere, alla quale, però, non sarebbero state invitate le due rappresentanti istituzionali. Fra le quali, come è evidente, c’è anche Mena Calenda che in provincia di Isernia ha il suo ‘fortino elettorale’.

Non sarebbe stato il primo passo falso, politicamente scorretto, imputabile a Mazzuto. Questo ‘andazzo’ poco rispettoso delle due esponenti del partito, quelle che hanno portato l’acqua al mulino - come si suol dire -, si sarebbe consumato anche in altri centri dove si voterà a maggio prossimo. Quindi anche nel bacino elettorale di Aida Romagnuolo.

A Campobasso, comune sul quale si punta l’attenzione politica, lo schieramento di centrodestra è più che intenzionato a ribaltare il tavolo e a tornare sullo scranno più alto di Palazzo San Giorgio.  La Lega avrebbe mire molto ambiziose. Proporre, al tavolo dei partiti e dei movimenti politici, un candidato sindaco. Del resto, il gradimento per il partito di Matteo Salvini è in costante ascesa e non è un dato da non tenere presente nella individuazione del candidato giusto per vincere le elezioni comunali posto che lo schema che lo schieramento riproporrà sarà quello che ha consentito al centrodestra di vincere le Regionali.

Alla prima uscita pubblica della Lega, proprio nella sala consiliare del Comune di Campobasso qualche giorno fa, non si è visto il coordinatore cittadino, Sergio Martone che oggi si scaglia ferocemente contro Alberto Tramontano, consigliere comunale uscente e molto ben visto dal coordinatore regionale della Lega.

Motivo dell’attacco frontale? La convocazione di una riunione pubblica della Lega per la definizione delle linee programmatiche della lista che scenderà in campo alle Comunali. Riunione-dibattito organizzato da Tramontano senza alcun coinvolgimento del coordinatore cittadino.

“La cosa mi sorprende non poco, considerato che io sono il coordinatore cittadino della Lega Campobasso e come tale sono totalmente all'oscuro dell'iniziativa che trovo di una inaudita gravità" dice Martone in un comunicato stampa. Alberto Tramontano è stato anche candidato alle Regionali, sempre con la Lega.

“Nel capoluogo regionale, oltre al sottoscritto come coordinatore, c'è anche un coordinamento cittadino composto da otto persone. Abbiamo una sede della Lega in Via Montegrappa e siamo aperti a tutti i confronti, a tutti i consigli e a tutti i suggerimenti ma è bene che Tramontano sappia, e se ne faccia una ragione, che per la compilazione della lista al Comune di Campobasso e per gli eventuali candidati sindaci c'è il coordinamento cittadino della Lega”. Certo, Martone chiama in causa anche gli altri ruoli interni alla Lega: “il responsabile regionale organizzativo Roberto de Angelis (speriamo futuro assessore), la responsabile regionale femminile Francesca Iafigliola (futura consigliere comunale), le due consigliere regionali Aida Romagnuolo e Mena Calenda” e soprattutto il coordinatore regionale Mazzuto che, guarda caso e proprio oggi, finisce sul banco degli imputati, in un processo politico tutto interno alla Lega ma dal quale potrebbe venire fuori con le ossa rotte.

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