Caos Lega, Mazzuto conferma: il caso delle 2 dissidenti è nelle mani di Salvini

Caos Lega, Mazzuto conferma: il caso delle 2 dissidenti è nelle mani di Salvini

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L’assessore finito al centro di una mozione di sfiducia politica, sottoscritta dalle minoranze ma anche dalle due esponenti in Consiglio regionale del suo stesso partito, si dice sorpreso dalla dura presa di posizione di Mena Calenda e Aida Romagnuolo


CAMPOBASSO.  E’ stato in tensione fino all’ultimo minuto utile, Luigi Mazzuto. Ha ascoltato, fingendo scarsa attenzione mentre leggeva e rileggeva il testo della mozione, gli interventi in aula nei quali era il ‘soggetto principale’.

Non solo gli attacchi delle minoranze, ma anche e soprattutto i due interventi fiume delle ‘dissidenti’ del suo partito, le stesse che con la loro elezione gli hanno spianato la strada verso l’Esecutivo Toma.

Non si è lasciato andare ad alcuna dichiarazione ufficiale perché, ammette, è il presidente Toma a dover chiarire i motivi politici della scelta di non discutere della mozione. Certo, non può autoassolversi Luigi Mazzuto.

Ma poi, forse complice il momento di pausa dei lavori del Consiglio, non si sottrae alla curiosità dei cronisti che sono rimasti in aula nonostante l’ora. Come si affronterà il caso delle due esponenti del gruppo consiliare che oggi hanno confermato la linea dura? “Nei prossimi giorni potremmo affronteremo il caso”, taglia corto. E a precisa domanda sull’eventualità che venga convocata una riunione del coordinamento regionale sulla posizione delle due ‘dissidenti’, ammette: "Questa vicenda è all’attenzione di Salvini, la segue lui direttamente“.

Una questione politica che oggi assume una veste di certo diversa perché Calenda e Romagnuolo, alle quali questa mattina in un ultimo tentativo è stato chiesto – nel corso della riunione di maggioranza, poi abbandonata in netto dissenso - di ritornare sui propri passi, hanno firmato la mozione di sfiducia contro l’assessore del loro stesso partito. Non hanno fatto nemmeno un mezzo passo indietro.

“Stiamo vincendo le elezioni ovunque e il mio rammarico è che le abbiamo vinte anche qui e oggi abbiamo dato un segnale negativo. Non erano questi i presupposti. Ma di certo mi aspettavo quello che è successo”, ammette ancora.

Maggioranza in crisi, possibili ripercussioni sulla tenuta dell’Esecutivo, rischi derivanti dai numeri risicati che oggi si sono mostrati in tutta la loro evidenza. La Lega da artefice del successo elettorale a motivo di una possibile crisi politica? Mazzuto non risponde: sorride, ma non si lascia andare ad alcuna replica né commento.

Al momento, in casa Lega, ci sono solo due certezze. Il destino, politico s’intende, di Mena Calenda e Aida Romagnuolo (che hanno portato in dote alla Lega oltre 3.000 voti) è nelle mani di Matteo Salvini. Come, del resto, anche quello di Luigi Mazzuto.

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