Mazzuto, la Lega e la lettera firmata

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SATIRA/


Ieri, ‘Primo Piano’ pubblicava in prima pagina, nella rubrica «Il punto», una lettera dal titolo:  «Corsi e ricorsi: quando Mena fu ripescata da Mazzuto».

Non è mia intenzione intervenire ulteriormente sulla vicenda, ma mi preme richiamare l'attenzione di chi mi legge su un aspetto relativo  alla scelta redazionale di non rendere noto ai propri lettori il nome dell'autore della missiva. Quel «lettera firmata» riportato in calce alla stessa, non fornisce alcun utile elemento di identificazione, anzi, sia pur beffardamente, ne preserva l'anonimato. La questione non è irrilevante, come potrebbe apparire, perché sottrae al lettore una chiave di lettura di fondamentale importanza.

Leggere un articolo a favore dei trans firmato da Luxuria non ha lo stesso impatto di uno vergato da un porporato.

Questo «eccesso di legittima difesa» della privacy, si pone peraltro in stridente contraddizione con il contesto sociale dove di ignoto ci è rimasto (forse) solo il milite.

Lettera firmata