Aida Romagnuolo, aut aut a Toma: per Mazzuto 12mila euro al mese, ma chi rappresenta?

Aida Romagnuolo, aut aut a Toma: per Mazzuto 12mila euro al mese, ma chi rappresenta?

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In Consiglio regionale la Lega non esiste più. L’ex capogruppo, ‘cacciata’ assieme a Mena Calenda dal partito di Salvini, rimarca come l’assessore esterno ormai non abbia alcun gruppo politico da rappresentare nell’Esecutivo regionale


CAMPOBASSO. Assessore esterno in quota Lega ma il gruppo consiliare, di fatto, non esiste più.  Spazzato via dalla decisione di Matteo Salvini che ha chiesto alle due esponenti Calenda e Romagnuolo di fare i bagagli e lasciare la Lega. Ergo, l’assessore Luigi Mazzuto chi rappresenta, visto che in Consiglio regionale non c’è più nessun consigliere della Lega?

La domanda 'sorge spontanea' ad Aida Romagnuolo, ex capogruppo in Consiglio regionale e prima eletta in quota Lega che, di fatto, assieme a Mena Calenda rappresentavano l’assicurazione quinquennale di Luigi Mazzuto.

“Come mai Luigi Mazzuto continua a fare l'assessore regionale esterno alla Regione Molise dal momento che né io e né la collega Calenda siamo più nella Lega?” si chiede Aida Romagnuolo che ripercorre i motivi in base ai quali non esiste più la Lega in Consiglio regionale. “Siamo fuori per averlo criticato per il suo scarso impegno e per la sua inadeguatezza di assessore regionale al Lavoro. Mazzuto, quindi, in Consiglio Regionale rappresenta solo se stesso, non ha diritto a voto e non vota il bilancio e pertanto, non può per nessuna maniera e in nessun modo restare, ripeto, su quella poltrona per percepire solo lo stipendio da nababbo. La cosa più grave però, è che trovo offensivo per i tanti cittadini molisani, per i tanti disoccupati, per chi non ha un posto di lavoro, per i tanti giovani che abbandonano il Molise, che Mazzuto continui a percepire ben 12 mila euro al mese, somma questa che arriverebbe a 720 mila euro se restasse per l’intera legislatura e questo, non posso consentirlo. Una pazzia”.

Aida Romagnuolo ‘avverte’ quindi il governatore Toma. “Il presidente sappia che la mia posizione sarà sempre a difesa degli interessi dei cittadini e della povera gente molisana per a difendere il Molise da morte sicura, per contribuire a creare posti di lavoro: tutto questo, sarà possibile solo ricomponendo alcune posizioni in una maggioranza di centrodestra che a mio avviso non è più la stessa rispetto a quella eletta il 22 aprile scorso”.

Che tradotto significa una cosa sola: fuori Mazzuto della Giunta regionale.

“Come posso tollerare che sia nell’Esecutivo se ci ha fatto cacciare dalla Lega solo per averlo criticato? Come posso tollerare Mazzuto in Giunta se da assessore esterno costa alla comunità molisana 12 mila euro al mese di stipendio, dispone di macchina blu con autista, almeno due telefonini e personale di segreteria che si è scelto all’esterno a suo piacimento, pure sapendo che che poi non farà nulla per i cittadini traditi?”.

L’aut aut a Toma si fa concreto: revochi l’incarico a Mazzuto altrimenti "personalmente mi sentirò di votare in Consiglio Regionale solo quei provvedimenti che siano di interesse generale per tutti i cittadini”.

Due voti ‘ballerini’ come ampiamente ipotizzato e prevedibile quindi (quello della Romagnuolo e quello della Calenda). Una maggioranza che rischia di non avere i numeri per varare i provvedimenti, che potrebbe ‘vivacchiare’ senza la forza che l’elettorato ha conferito ad aprile. Un rischio che Toma ha deciso di correre, evidentemente. 

“Ovviamente – chiosa Aida Romagnuolo - bisognerà rivedere immediatamente la ricomposizione dell’intera Giunta Regionale, considerato che sono mutati gli equilibri all'interno dei partiti a cominciare da Forza Italia e Lega.

Altro che la maggioranza gode di ottima salute, come ha dichiarato qualche assessore, io voglio salvare questo Molise tradito”.

 

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