Isernia, ripartizione del fondo di solidarietà: il Comune ricorre al Tar

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Parte l’azione legale da parte dell’ente di Palazzo San Francesco per garantire risorse adeguate ai cittadini in difficoltà



ISERNIA. Garantire ai cittadini in difficoltà risorse adeguate. Nasce da questa esigenza la scelta del Comune di Isernia di intraprendere un’azione legale nei confronti del ministero dell’Interno in merito alla ripartizione del fondo di solidarietà 2019. E, come accaduto in altri centri molisani, l’ente di Palazzo San Francesco presenterà apposito ricorso al Tar Molise.

Lo si apprende da una recente delibera della Giunta. Il ricorso è “finalizzato all'annullamento della nota del 17 gennaio 2019 e di tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali, e funzionale alla rideterminazione delle somme effettivamente spettanti a ciascun comune a titolo di fondo di solidarietà comunale, secondo i principi dettati dalla carta costituzionale, sollevando, altresì, se necessario, questione di costituzionalità sia del Decreto che della normativa richiamata in premessa e ad essa connessa”.

“Questo Comune – viene evidenziato nella delibera dell’Esecutivo - opera in un'area con modesta capacità fiscale per abitante per cui è di fondamentale interesse dei cittadini sia un oculato utilizzo da parte dell'amministrazione comunale di ogni euro disponibile, sia un corretto funzionamento del federalismo fiscale affinché siano garantite risorse proporzionate alle funzioni attribuite”.

Ma, così come accade per altre realtà, le risorse attribuite di fatto non sono rispettose del dettato costituzionale e non garantiscono all’ente di Palazzo San Francesco “di finanziare integralmente le funzioni pubbliche attribuite, impedendo così il soddisfacimento dei livelli di prestazione essenziali”.

Inoltre, ad avviso della Giunta “l'attribuzione di risorse per effetto della normativa in atto è effettuata in modo non omogeneo tra i diversi comuni, senza considerare correttamente il fabbisogno di ciascuno e determinando una oggettiva violazione dei principi di uguaglianza e buon andamento della Pubblica Amministrazione. Inoltre – spiegano gli amministratori nella delibera -, la situazione è aggravata e resa insostenibile dall'ingiustificato congelamento della gradualità prevista dall'art. 1, comma 449, lettera c, della L. 232/2016. Infine, anche l'applicazione di tale norma è resa in modo irragionevole e diseguale tra i vari comuni in quanto, nell'attribuire alle amministrazioni lo stesso importo del 2018, non tiene conto delle modifiche nel frattempo intervenute sia relative al fabbisogno che alla capacità fiscale”.

Per questo dunque si è resa necessaria l'azione legale, che ha l’obiettivo di recuperare integralmente le risorse spettanti per l'anno 2019, “al fine di garantire – evidenzia l’Esecutivo - soprattutto alle fasce più deboli della popolazione i livelli di prestazione essenziali”.

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