Consiglio regionale, blitz della maggioranza sulla sanità: è guerra tra Toma e Giustini

Consiglio regionale, blitz della maggioranza sulla sanità: è guerra tra Toma e Giustini

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L’assise regionale avrebbe dovuto trattare, nella seduta pomeridiana, dei contratti istituzionali di sviluppo. Invece il sottosegretario Pallante porta in agenda una mozione sugli accordi di programma che ‘valgono’ 105 milioni di euro


di Lucia Sammartino

CAMPOBASSO. Un vero e proprio blitz quello che si è consumato nel tardo pomeriggio durante il Consiglio regionale convocato per la mozione sui Contratti Istituzionali di Sviluppo e invece messo di fronte, anzi chiamato a partecipare, alla ‘guerra’ tra il commissario ad acta e il presidente della Giunta regionale.

Argomento tirato fuori dal cilindro dal sottosegretario Quintino Pallante che ha chiesto l’iscrizione e l'immediata discussione di un ordine del giorno con il quale, nei fatti, il Consiglio regionale impegna il presidente Toma ad invitare il commissario ad acta a procedere alla sottoscrizione degli accordi di programma che attengono gli interventi in materia di edilizia sanitaria.

Dai banchi del Movimento 5 Stelle si è alzato immediatamente il muro del dissenso. Intanto,  argomento ‘fuori sacco’ visto che l’intera giornata odierna avrebbe dovuto essere dedicata, come da ordine del giorno, alla vicende Ittierre (trattate in mattinata e per metà pomeriggio) e ai Contratti Istituzionali di Sviluppo del Governo Conte, utili a ragionare dell’ipotesi di sfruttarli per la tanto desiderata superstrada a 4 corsie che potrebbe collegare l’Adriatico al Tirreno. Argomento questo posto con forza dal Movimento che ha appunto chiesto la convocazione di una assise monotematica sul tema. Ma soprattutto una invasione di campo, delle competenze della struttura commissariale.

Invece il blitz (politico) che viene letto, dagli addetti ai lavori, come l’ennesimo atto di sfida al Governo Conte e alla struttura commissariale.

E’ il governatore Toma che racconta le difficoltà di un ‘rapporto’ di certo nato sotto una cattiva stella e che, con il passare del tempo, si alimenta con la distanza (non fisica) fra i due, con il mancato coinvolgimento, con l'assenza di comunicazioni mentre invece, per il presidente, la Regione dovrebbe essere messa al corrente di quello che produce la struttura commissariale.

"Nulla - dice Toma - noi non sappiamo nulla. E invece io dovrei sapere perché poi devo riferire a voi, in Consiglio".

Tra il governatore e la struttura commissariale, in quanto a distanza fisica, ci saranno meno di venti gradini. Il palazzo è lo stesso, quello in via Genova. I gradini sono quelli che dividono il terzo piano, dove ci sono gli uffici del generale Giustini e della dottoressa Grossi, dal quarto piano che accoglie gli uffici della Presidenza della Giunta. Una distanza che giorno dopo giorno aumenta.

Gli accordi di programma che da questa sera sono oggetto di un preciso impegno assunto dal presidente Toma visto che il Consiglio regionale lo ha investito della vicenda ufficialmente (la mozione è passata con 11 voti favorevoli, il Movimento 5 Stelle ha abbandonato l’aula, assenti i consiglieri Facciolla e Aida Romagnuolo) riguardano 105 milioni di euro da investire in infrastrutture sanitarie, miglioramento sismico adeguamenti in molti presidi sanitari molisani (Campobasso, Larino, Termoli, Isernia, Venafro). Ma il Movimento 5 Stelle voleva vederci chiaro, avere tempo per capire quale l’idea del governo Toma rispetto a quella che invece aveva il suo predecessore che, ad esempio, di questi 105 milioni ne avrebbe utilizzati parecchi per realizzare l’integrazione tra Cardarelli e Cattolica. Motivo questo, la mancanza di tempo per capire e confrontarsi su cosa fare e dove farlo con questi fondi, che i pentastellati hanno abbandonato – non senza polemiche e accuse – l’aula del Consiglio regionale.

Tra l’altro, solo ieri il presidente Toma ha inviato una nota in merito ai Commissari (dal quarto al terzo piano di Palazzo Vitale, in pratica) e oggi questa improvvisa accelerazione ha lasciato stupiti e anche un po’ sospettosi i portavoce del Movimento.

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