Isernia, Consiglio al calor bianco: il sindaco in cerca di una nuova maggioranza

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Integrato l’ordine del giorno con l’elezione del nuovo presidente dell’assise, questione a cui si intersecano le deleghe assessorili da riassegnare e i cambi di casacca da definire per capire i nuovi rapporti di forza tra i gruppi. Il primo cittadino d’Apollonio potrebbe trovare la sponda della Lega e del gruppo Di Baggio, ma perdere i Popolari e forse anche Mario Antonelli, suo capogruppo, vittima del fuoco amico alle Provinciali. Sullo sfondo, i provvedimenti propedeutici al bilancio


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Il giorno in cui i nodi verranno al pettine è arrivato. Oggi pomeriggio alle 16.30 sarà la volta dell’elezione – o meno – del nuovo presidente del Consiglio del Comune di Isernia, con l’assise che torna in aula dopo lo stop imprevisto di lunedì scorso, 25 marzo, a causa del grave lutto che ha colpito il consigliere Nicola Moscato e il sindaco Giacomo d’Apollonio.

LOMBARDOZZI ALLA PROVA DELL'AULA. L’ordine del giorno originario, che prevedeva soltanto alcuni argomenti propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione - in discussione presumibilmente entro la prima metà di aprile – è stato infatti integrato del punto che riguarda l’applicabilità o meno del nuovo Statuto dell’ente, nella parte in cui prevede che la durata del mandato del presidente del Consiglio è fissata in 30 mesi (scaduti, nel caso dell’attuale vertice dell’assise Peppino Lombardozzi, lo scorso mese di dicembre).

Sarà il giorno in cui si capirà, finalmente, se il sindaco può ancora contare su una maggioranza, quale che sia, e con quali numeri, dopo la brusca battuta d’arresto dell’8 febbraio scorso, con il centridestra spaccato sul da farsi e la sopravvenuta mancanza del numero legale.

FUOCO AMICO. E sarà anche quello in cui – forse definitivamente – cesseranno i riposizionamenti politici dei vari consiglieri, da sinistra a destra o, più raramente, in senso contrario, o ancora da un gruppo all'altro dello stesso schieramento.

mario antonelliCon due nuovi casi da definire, terminate le Provinciali di domenica scorsa: Fabia Onorato, del Pd, che ha lasciato il partito in cui era candidata dopo il voto in via Berta, data in avvicinamento ai Popolari di Gianni Fantozzi o a ‘Insieme per il Molise’ di Michele Iorio; e di Mario Antonelli, capogruppo di ‘Isernia in Comune’ ma schierato con Fratelli d’Italia, domenica 24 marzo, senza tuttavia essere eletto a causa al fuoco amico del suo stesso gruppo, con ben 4 voti su 8 mancati all’appello, 2 dei quali quasi certamente finiti alla Lega. Una candidatura, quella di Antonelli, a quanto pare decisa in solitaria, senza l'accordo interno alla lista civica del sindaco. Nulla di più facile, dunque, che Antonelli getti la spugna in aula per sbarcare su altri lidi facilmente immaginabili: in tal caso, sarebbe il secondo capogruppo a sbattere la porta e lasciare 'Isernia in Comune', dopo Tonino Antenucci.

SI RIPARTE DALLA PREGIUDIZIALE. Stando all’esito della seduta precedente, si dovrebbe ripartire dal voto sulla pregiudiziale presentata dal capogruppo ioriano Enrico Caranci, con la quale si invitava il Consiglio a ritirare il punto dell’elezione del presidente del Consiglio dall’ordine del giorno, in forza del parere ministeriale richiesto dal presidente in carica Lombardozzi per capire se la norma statutaria novellata potesse avere o meno efficacia retroattiva. Parere, quello del Viminale, non vincolante ma autorevole, pubblicato tra l’altro sul sito ministeriale proprio come caso emblematico per gli enti locali. E avente un esito inequivocabile: il presidente a tempo potrà entrare in vigore solo a partire dal rinnovo del Consiglio comunale. Se il primo cittadino, già a favore l’8 febbraio per il ritiro dell’argomento ma sprovvisto dei numeri per votarlo stavolta riuscisse a trovare nuovi equilibri, Lombardozzi rimarrebbe saldamente in sella. In caso contrario, ovvero di bocciatura della pregiudiziale medesima, bisognerà avanzare dei nomi, da una parte e dall’altra. Con il gruppo dei Popolari per l’Italia che ha sempre rivendicato per sé la poltrona più alta del consesso, senza tuttavia vedere soddisfatta la sua richiesta. E sarà qui, più che mai, che dovrà venir fuori chi ha deciso di fare da stampella al sindaco, magari in ottica rimpasto, visto che d’Apollonio, lunedì 25 marzo, ha azzerato le deleghe congelando di fatto gli assessori, saldi al loro posto ma senza più poteri operativi.

NUOVI SCENARI. Se i Popolariche hanno rifiutato un assessorato offerto loro dal sindacodovessero essere ignorati potrebbero passare all’opposizione. In tal caso, a poter dare a d'Apollonio i numeri sufficienti a governare  potrebbero essere la Lega (con Stefano Testa e Gianluca di Pasquale) e/o Isernia Migliore di Roberto Di Baggio (con Andrea Galasso, Linda Dall’Olio, Roberto Di Pasquale, Tonino Antenucci e Maria Cocozza). Con il primo cittadino che, a quel punto, una volta incassato anche il sì al bilancio, dovrà mostrarsi giocoforza riconoscente.

 

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