Isernia, parcheggi a pagamento come i funghi: il Pd interroga il sindaco

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Il Circolo direttivo chiede a d'Apollonio di fare chiarezza sui tanti punti oscuri della vicenda, a cominciare dall'aumento degli stalli blu in barba alle decisioni del Consiglio comunale


ISERNIA. Dopo averne chiesto le dimissioni per la claudicante gestione del servizio di sosta a pagamento, sia dal punto di vista amministrativo che politico, il Pd – particolarmente attivo nelle ultime settimane – chiede di chiarire i punti oscuri sulla questione dei parcheggi blu al sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio.

Lo fa per bocca del Circolo cittadino, “convocato – si legge in una nota - per procedere all’esame della situazione politico-amministrativa, e dopo aver approfondito ulteriormente le questioni relative alla procedura aperta per l’affidamento, mediante concessione, del servizio di gestione della sosta cittadina a pagamento, alla luce delle dichiarazioni dell’assessore competente che ha riconosciuto l’esistenza di una  ‘discrasia’ tra il numero complessivo di 827 zone di sosta a pagamento a base di gara, previsto dalla delibera consiliare n. 14 del 29 marzo 2018, e il numero di 972 zone a pagamento previsto nel bando di gara pubblicato a seguito della determinazione n. 509 del 9 luglio 2018”.

Chi e perché ha causato questa discrasia? È la domanda che il Pd si pone e rigira al primo cittadino, al fine di chiarire le cause che hanno determinato “la manifesta e clamorosa difformità tra le decisioni del Consiglio comunale e il contenuto della determinazione a contrarre n. 509 del 9 luglio 2018 e, in particolare, se la difformità sia conseguenza di un’indicazione di quest’amministrazione”. Ma i Dem di Isernia si chiedono anche come sia stato possibile “che nessun amministratore (sindaco in primis), si sia accorto della suddetta discrasia e che tipo di controllo/verifica venga attuato  sull’esecuzione dei provvedimenti adottati dagli organi competenti, considerate le palesi difformità, più volte ravvisate, e di cui nessuno si è avveduto nei modi e nei tempi richiesti (vedasi anche, nel recente passato, l’affermazione “visto il parere dell’Organo di revisione contabile”, contenuta nella premessa di una delibera di Consiglio Comunale sulla modifica al piano triennale delle opere pubbliche e la non esistenza del parere suddetto, nell’agosto 2017).

Il Pd, infine, chiede di rendere note le risultanze istruttorie, le misure e i provvedimenti adottati all’esito dei preannunciati approfondimenti tecnico-amministrativi sulla legittimità degli atti di gara e di affidamento del servizio.

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