Comunali, il diktat di Salvini su Tramontano e l’ipotesi diaspora: moderati e civiche con Di Niro

Comunali, il diktat di Salvini su Tramontano e l’ipotesi diaspora: moderati e civiche con Di Niro

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Questo lo scenario che si potrebbe prefigurare nel centrodestra, dopo che ad Arcore i leader nazionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno fatto il nome del consigliere comunale del 'Carroccio'. Sul presidente dell’Acem starebbero intanto convergendo anche gli esponenti del cosiddetto Terzo Polo, mentre sembra sempre più probabile il ballottaggio, con il timore della cosiddetta ‘anatra zoppa’: il sindaco di uno schieramento, la maggioranza di un altro


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Il suo nome lo ha fatto direttamente Matteo Salvini. Al tavolo di Arcore, davanti a Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Un imprimatur importante per Alberto Tramontano, il consigliere comunale della Lega che il tavolo nazionale del centrodestra ha indicato come candidato sindaco di Campobasso.

Indicazione arrivata nella ‘spartizione’ fatta dai leader nazionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, delle candidature delle città italiane sopra i 15mila abitanti dove domenica 26 maggio si tornerà al voto, per eleggere sindaci e nuovi Consigli comunali. L’attribuzione di Campobasso alla Lega è arrivata dopo che Forza Italia ha chiesto espressamente Termoli. Facendo il nome, altrettanto espressamente, di Francesco Roberti.

Tutto ovviamente dovrà passare dal tavolo regionale, dove la trattativa non è certo chiusa ma si apre adesso. Tanto più che in molti non hanno digerito la pesante ingerenza del tavolo nazionale. Proprio ora che era iniziato il confronto sui nomi, dopo che sul metodo. Mentre c'è chi prefigura una possibile diaspora interna. Parte della coalizione con Tramontano, se il nome fatto dai vertici nazionali sarà confermato a livello locale, e parte con Corrado Di Niro, il presidente nazionale dell’Acem indicato venerdì sera come candidato sindaco di ‘Campobasso al centro’ e ‘Campobasso del futuro’.

di niro corradoMa non ci sarebbero solo le due civiche messe insieme dall’imprenditore Angelo Santoro. A sostegno di Corrado Di Niro ci sarebbe anche l’area moderata della coalizione, i fautori del cosiddetto Terzo Polo, aggregazione alla quale avrebbe già aderito l’ex assessore alle Attività produttive Salvatore Colagiovanni. Da definire anche la posizione dei Popolari per l’Italia di Vincenzo Niro, che all’ultima riunione del tavolo del centrodestra non ha partecipato. Contrattempi, si è detto nell’immediato. Ma sarebbe in corso anche una riflessione. Così com’è da capire la posizione che assumeranno Democrazia popolare e Popolo della famiglia, che la scorsa settimana ha fatto il nome di Francesco Pilone. Mentre 'Prima il Molise' di Aida Romagnuolo e Mena Calenda ha proposto l'ingegnere Francesco Del Greco. 

Insomma, tutto è in evoluzione. Mentre c’è chi ipotizza lo scenario di un centrodestra spaccato alla prova delle urne. Con l’ipotesi ballottaggio che si fa sempre più concreta. Ipotesi secondo turno al quale guardano anche gli sfidanti. Dal candidato del centrosinistra, ancora Antonio Battista se saranno superate le divisioni interne e la resistenza dell’area civica che chiede cambiamento e discontinuità. E dal candidato del M5s, Roberto Gravina, ufficializzato oggi. 

Un secondo turno al quale tutto potrebbe succedere. Anche l’ipotesi della temutissima ‘anatra zoppa’: sindaco di uno schieramento, maggioranza di un altro. Con tutto quello che questa situazione potrebbe comportare. Esecutivo di compromesso, ingovernabilità  e finanche elezioni anticipate. Come è successo qualche anno fa Isernia. Salvo colpi di scena. Che passano, ovviamente, per 'reunion' dell'ultima ora. 

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