Campobasso, Villa de Capoa: apre il cantiere per il parco giochi inclusivo

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Serve però un ‘piccolo’ sforzo economico per consentire al Rotary – che ha finanziato attraverso tante iniziative l’acquisto dei giochi – di concludere l’opera. L’appello del presidente Palange: imprenditori, fatevi avanti


CAMPOBASSO. Entro la fine del mese si aprirà il cantiere per realizzare il parco giochi inclusivo all’interno della villa De Capoa. Sarà intitolato a Paul Harris, perché è proprio il Rotary, di cui è stato fondatore, ad accettare la scommessa: trovare i fondi – e non sono pochi – per realizzarlo.

In quel polmone verde, quasi un mondo a parte rispetto al traffico caotico e ai clacson impazziti della città capoluogo, oggi si è fatto il punto sullo stato dell’arte, alla presenza di gran parte della Giunta comunale, del presidente del Rotary Campobasso e della referente Cnis, si occuperà (assieme al Centro Documentazione Handicap) di gestire il parco dove finalmente tutti i bambini potranno giocare. Dove non ci saranno barriere che ostacoleranno sorrisi e risate, divertimento e inclusione.

area giochi villa de capoa

Un progetto partito da lontano, come ha ricordato il sindaco Antonio Battista, e che ha visto il coinvolgimento vero e concreto di assessori, presidenti di commissione e consiglieri. Uno su tutti, Giovanni Di Giorgio. “Un’idea partita dal principio che mi anima: la disabilità non è un mondo a parte ma una parte del mondo. E da questo ho cominciato a ragionare del parco giochi inclusivo, ne ho parlato con i referenti del Cnis (l’associazione per il coordinamento degli insegnanti specializzati, ndr) e poi con il sindaco e l’assessore Salvatore. Tutti d’accordo ma l’ostacolo c’era: i fondi necessari. Un parco impossibile da realizzare da soli, con le nostre forze”. Indispensabile quindi la disponibilità del Rotary che, con la presidenza Palange, ha accelerato e non poco sia il progetto sia la realizzazione (nella foto l'area dove sarà realizzato il parco giochi inclusivo, ndr).

“Già nel 2015 l’idea venne accolta ma poi si è bloccata e io ho voluto fortemente riproporla e lavorare affinché si concretizzasse” ha spiegato l’attuale presidente Giovanni Palange. E così tornei di burraco, serate a teatro, la visita guidata proprio in Villa De Capoa. Iniziative che hanno consentito di raccogliere 20mila euro che, però, non bastano. Diversi i professionisti , che sono iscritti al Rotary, hanno messo a disposizione le proprie competenze per il progetto e la realizzazione del parco inclusivo ma ora serve ancora una mano. L’appello è quindi rivolto alla città, agli imprenditori, affinché supportino con forme di sponsorizzazione la completa realizzazione dell’area giochi per tutti, dove non esistono differenze né ostacoli. Persino gli alunni di una scuola del capoluogo hanno voluto partecipare a questa ‘collaborazione’ che vuol dire solidarietà.

Tutti insieme, come per la costruzione di un puzzle, ognuno con le proprie competenze e responsabilità in una sorta di ‘filiera dell’inclusione’ che ha coinvolto il Cnis. “Non possiamo che ringraziare il presidente della Commissione competente, Giovanni Di Giorgio, il vulcanico Giovanni Palange che coinvolge tutti con il suo entusiasmo e le sue capacità. Da venti anni operiamo in tutto il territorio regionale per la cultura della diversità e dell’inclusione e non è un caso che questa iniziativa di Comune, Rotary e Cnis sia presentata nella giornata dedicata all’autismo. Un progetto complesso, oneroso nel quale ognuno di noi ha aggiunto qualche tassello”.

Certo perché poi dall’idea e dal progetto, si è messa in moto la macchina amministrativa che ha coinvolto il Sindaco Battista, che aveva da subito sposato l’idea, e le Commissioni (come la VII, presieduta da Lello Bucci) e assessorati (Politiche Sociali con Alessandra Salvatore, Urbanistica con Bibiana Chierchia, che hanno lavorato in sinergia con l’assessore Francesco De Bernardo).

Manca l’ultimo miglio, avviare il cantiere e trovare quelle risorse che consentiranno di concludere la realizzazione del parco giochi inclusivo, all’interno di una villa che viene restituita alla città e ai campobassani tutti. Compresi i bambini che sapranno dove poter giocare insieme a tutti gli altri. Con gli stessi diritti e la stessa gioia.

Lucia Sammartino

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